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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Portata via dalla casa del marito per pagare col suo corpo l'ingresso in Italia

L'indagine è stata avviata a ottobre dello scorso anno a seguito della denuncia di un nigeriano, residente a Genova, il quale ha riferito che la moglie, all'epoca dei fatti minorenne, sarebbe stata prelevata contro la propria volontà dall'abitazione

Nei giorni scorsi, ad Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari, la polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un cittadino nigeriano di 26 anni, ritenuto responsabile di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile, anche con l'ausilio di attività tecniche, è stata avviata a ottobre dello scorso anno a seguito della denuncia di un nigeriano, residente a Genova, il quale ha riferito che la moglie, all'epoca dei fatti minorenne, sarebbe stata prelevata contro la propria volontà dall'abitazione di Genova e condotta a Bari dall'arrestato che, nel precedente mese di giugno, ne avrebbe favorito anche l'arrivo in Italia dietro l'impegno del pagamento, una volta giunta a destinazione, della somma di 23mila euro.

Durante il soggiorno a Genova, il 26enne avrebbe contattato più volte sia la donna che il marito, minacciandoli di ritorsioni nei confronti della loro figlia di due anni, rimasta in Nigeria in custodia ai nonni, se non fosse stata pagata la somma di danaro.

Una volta condotta a Bari, la vittima, segregata in un appartamento del quartiere San Girolamo, è stata costretta a prostituirsi sulle strade della provincia di Taranto che raggiungeva quotidianamente con i mezzi pubblici.

L'arrestato è stato associato presso il carcere di Bari a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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