Il governo tira dritto: «Revoca concessione ad Autostrade fattibile e motivata»

Autostrade era tenuta a restituire integri i beni di cui ha la custodia. Non averlo fatto «configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione». È la conclusione a cui è giunta la commissione sul crollo del viadotto

La commissione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul crollo del ponte Morandi è giunta alla conclusione che una revoca delle concessioni ad Autostrade è fattibile e motivata e non comporterebbe alcun risarcimento da parte dello Stato.

«A quanto stiamo apprendendo - scrive il ministro Di Maio in un post - sarebbero emerse gravi inadempienze da parte di Autostrade (e dunque i Benetton) per quanto riguarda la manutenzione delle infrastrutture affidategli dallo Stato, incluso il Ponte Morandi ovviamente. Non solo, rispetto a quanto riportato da qualcuno in questi giorni, ovvero che laddove revocassimo la concessione ai Benetton l'Italia sarebbe costretta a pagare un risarcimento enorme, la Convenzione stessa parla chiaro: all'articolo 9 bis prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste 'nel rispetto del principio dell'affidamento'».

«Di fronte a gravi inadempienze - coclude Di Maio - come il Ponte di Genova, dove persero la vita 43 persone innocenti, è evidente che questo principio viene a mancare. Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Perché chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, lo rispettiamo, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali».

In sintesi la relazione della commissione dice che il crollo del ponte Morandi ha comportato «la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l'Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Ciò configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione».

La revoca della concessione inoltre potrebbe non limitarsi alla sola Liguria, ma estendersi all'intera rete autostradale perché il crollo del ponte Morandi lascia presupporre «gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale».

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Nel frattempo oggi la Guardia di finanza, su autorizzazione della Procura, ha reso pubblico il video del crollo di ponte Morandi, fino a oggi secretato.

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