Lanci di droga e telefoni dentro il carcere, arrestato ex detenuto

Per la polizia penitenziaria un grande successo, giunto al termine di un'operazione svolta all'insegna del lavoro di squadra

Grande soddisfazione fra gli agenti della polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Marassi. Nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile, intorno alle 15, è stato fermato in via Clavarezza il presunto autore di alcuni lanci di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all'interno del penitenziario.

L'uomo, nato nel 1977 e con precedenti penali, è stato arrestato in flagranza di reato in via Clavarezza dopo circa un mese di pedinamenti e servizi, anche in borghese, fuori dalle mura del penitenziario. Stava lanciando un involucro contenente un grosso quantitativo di droga (eroina e subotex). Per la polizia penitenziaria un grande successo, giunto al termine di un'operazione svolta all'insegna del lavoro di squadra.

Un ruolo particolare nel fermo odierno l'hanno avuto il Nucleo cittadino traduzione e piantonamento e l'auto montata, in servizio all'esterno del carcere. «È la dimostrazione - commenta la penitenziaria - che quando c'è la volontà di collaborare, i risultati non mancano».

«È sempre più frequente, soprattutto in periodo di coronavirus in cui sono vietati i colloqui, il lancio all'interno delle carceri di sostanze stupefacenti e cellulari, specie negli istituti in centro città. L'operazione di oggi servirà per impedire che altri tentino di introdurre sostanze all'interno dell'istituto», commenta Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato polizia penitenziaria (Spp).

«Questo episodio - commenta il segretario della UIl Fabio Pagani - conferma l'assoluta necessità di incrementare il sistema di video sorveglianza e soprattutto che la polizia penitenziaria abbia il controllo del perimetro esterno sempre. Ancor più in una condizione di iper affollamento. Oggi a Marassi si contano 710 detenuti a fronte di una capienza regolamentare prevista in 500 e se non vi sono sistemi di sicurezza adeguati potrebbero determinarsi situazioni ad alto rischio».

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Anche l'Osapp rivolge un plauso «al personale intervenuto con tempestività e professionalità, sia all'esterno dell'istituto, che all'interno, nonostante l'esiguo personale presente».

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