Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Calabroni giganti, raffica di interventi dei vigili del fuoco

I pompieri rispondono alla chiamata per situazioni di pericolo in luoghi pubblici, per gli altri casi bisogna rivolgersi a una ditta specializzata: sconsigliatissimo dagli esperti il 'fai date'

Basta il rumore da mini droni a far venire la pelle d'oca ma il peggio avviene quando si avvistano, magari tra le tende di casa o in un cassettone delle tapparelle: i calabroni, che in questa stagione sono giganti.

"Si tratta di individui nati a giugno che ora hanno raggiunto la massima grandezza", spiega Alessio Minutolo di Disinstop, ditta specializzata in disinfestazioni. Il centralino dei vigili del fuoco sta ricevendo moltissime richieste d'intervento in questi giorni ma i pompieri possono intervenire solo nei luoghi pubblici o in casi specifici, ad esempio se la persona presenta un certificato medico che attesta l'allergia alla puntura di questo insetto.  

Punto da un calabrone mentre guida in autostrada: 55enne in shock anafilatico

Gli ultimi interventi in ordine di tempo: al cimitero di Staglieno e sulla via dell'Acquedotto su richiesta di alcuni escursionisti. Per gli altri casi, considerata la potenza del veleno della Vespa crabro, e in contesti privati è bene chiamare un professionista ed evitare il 'fai da te': "Per l'eliminazione di un nido è opportuno avere delle competenza ed indossare l’abbigliamento adatto - conferma Minutolo - l'operazione deve essere eseguita nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e dell'utilizzo di dispositivi di protezione individuale".

Agire di propria iniziativa può essere molto pericoloso perché i calabroni, tendenzialmente indifferenti all'uomo, se infastidi (con le varie scope, palette, spruzzini di fortuna) possono attaccare e pungere. A causa di allergia o ipersensibilizzazione pregressa può verificarsi una reazione anafilattica. Se il numero di punture è superiore a una, entra più veleno in circolo ed è necessario correre ai ripari.

La buona notizia è che queste sono le ultime settimane di 'minaccia' per l'uomo, con l'abbassarsi delle temperature, infatti, i calabroni che sopravvivono vanno in una sorta di letargo, dal quale si risvegliano soltanto la primavera successiva, per tentare di fondare nuove colonie.

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