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Cronaca

Fiumi di droga da Imperia alle province vicine, 22 arresti

Guadagni stimati in centinaia di migliaia di euro. Le sostanze stupefacenti venivano smerciate anche nel genovese e nell'alessandrino

Arrivava anche nelle province di Alessandria e Genova la droga smerciata da un sodalizio criminale, smantellato dalla polizia di Imperia, che, a partire dalle prime ore di venerdì 21 ottobre, ha dato corso a una imponente operazione antidroga (convenzionalmente denominata 'Praedictio').

Quest'ultima, nel complesso, ha richiesto l'impiego di circa un centinaio di agenti, incaricati di dare esecuzione all'ordinanza con cui il gip del tribunale di Imperia ha applicato misure cautelari a carico di ventidue persone, a vario titolo indagate per il reato di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, con l'aggravante dell'ingente quantitativo.

Per quattordici indagati è stata disposta la custodia in carcere, mentre per due gli arresti domiciliari. Per altri sono stati disposti l'obbligo di dimora, il divieto di dimora e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il blitz costituisce l'epilogo di una lunga e articolata attività di indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Imperia, che ha consentito di scardinare una vasta rete di smercio di droga, con ramificazioni in Liguria e in Piemonte.

Determinante ai fini dello sviluppo investigativo è stato l'arresto in flagranza di Mario Mandarano, classe 1959, avvenuto nel mese di marzo 2020, il quale era stato sorpreso in possesso di hashish e marijuana, oltre a un vero e proprio arsenale di armi da guerra, esplosivi e armi comuni da sparo. In quell'occasione era stata rinvenuta e sequestrata anche una notevole mole di documenti e appunti nei quali era stata minuziosamente annotata la contabilità dell'attività illecita, con indicazione degli acquirenti, dei quantitativi e delle tipologie dello stupefacente, dei prezzi e delle cifre già corrisposte e/o da corrispondere.

Gli approfondimenti hanno consentito di acquisire gravi indizi nei confronti degli indagati, di ricostruire i traffici illeciti e di quantificare i relativi introiti, facendo venire alla luce un vero e proprio stoccaggio di droghe, la cui cessione avveniva in maniera sistematica e professionale da diversi anni.

In particolare, è stata delineata la filiera del traffico di cannabinoidi, il cui perno era Mandarano, che si approvvigionava di massicce quantità di hashish e marijuana da alcuni fornitori e le immetteva nel mercato, anche al di fuori della provincia di Imperia, tramite altri soggetti, svolgendo funzioni da intermediario con i 'grossisti' di droga. Parallelamente, alcuni indagati esercitavano in maniera sistematica il commercio di cocaina.

Il meccanismo criminale delineato ha consentito ai suoi protagonisti di smerciare ingenti quantità di sostanza stupefacente e ricavarne cospicui guadagni, stimati in centinaia di migliaia di euro.

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