Elezioni politiche 2018: come si vota e quando la preferenza è valida

Domenica 4 marzo 2018 gli italiani sono chiamati alle urne. Voto aperto dalle ore 07:00 alle 23:00 per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. A Genova sono anche previste le elezioni per il presidente del Municipio Centro Ovest

Domenica 4 marzo 2018 gli italiani sono chiamati alle urne per le elezioni politiche. Dalle ore 07:00 alle 23:00 si vota per il rinnovo del Senato della Repubblica (315 senatori, 8 saranno eletti in Liguria) e della Camera dei Deputati (16 saranno eletti in Liguria su un totale di 630). La prima riunione delle nuove camere si terrà il 23 marzo 2018. A Genova, inoltre, sono anche previste le elezioni per il presidente del Municipio Centro Ovest. 

Chi può votare 

Al seggio tutti gli elettori (i cittadini italiani maggiorenni) riceveranno una scheda di colore rosa per eleggere di deputati e, per coloro che hanno compiuto i 25 anni, anche una seconda scheda gialla per eleggere i senatori. Come sempre, bisognerà portare la tessera elettorale e un documento di identità valido. I simboli dei partiti e i nomi dei candidati sono già stampati sulla scheda e non bisogna scrivere nessuna preferenza.

Se avete smarrito la tessera elettorale recatevi in Comune per averne una nuova.

Come sono fatte le schede elettorali

In ogni scheda ci sono diversi "blocchetti" In cima a ognuno c'è il nome del candidato nel collegio uninominale, poi si trova il simbolo del partito e vicino i nomi dei candidati nel collegio plurinominale. Se un "blocchetto" contiene  più simboli di partito si tratta di una coalizione.

scheda elettorale fac simile

Come funziona il Rosatellum

Le elezioni politiche del 2018 si terranno, per la prima volta, con il sistema introdotto dalla legge numero 165 del 3 novembre 2017 (nota come Rosatellum o Rosatellum bis, dal nome del suo ideatore Ettore Rosato).

Per entrambe le camere: 

  • il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto solo il candidato più votato. In Liguria saranno eletti in questo modo 6 deputati e 3 senatori. 
  • il 61% dei seggi (386 alla Camera e 193 al Senato) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali. Il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato. Per questo sono creati collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati. In Liguria in questo modo saranno eletti 10 deputati e 5 senatori. 
  • il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

Le soglie di sbarramento 

Sono previste diverse soglie di sbarramento, ossia percentuali di voti al di sotto delle quali non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali:

  • 3% dei voti ottenuti a livello nazionale; valida per le liste singole.
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale; valida, alternativamente e solo al Senato, per le liste singole.
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale, o elezione di due candidati nei collegi uninominali; valida, alternativamente, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute presentate esclusivamente nelle regioni a statuto speciale in cui sia prevista una particolare tutela di tali minoranze.
  • 10% dei voti ottenuti a livello nazionale; valida per le coalizioni, purché comprendano almeno una lista che abbia superato una delle altre tre soglie previste.

Come si vota

Non bisogna scrivere preferenze. Tracciando una croce sul simbolo del partito automaticamente si vota sia il candidato del partiito al maggioritario, che i candidati nel sistema proporzionale ed è vietato il voto disgiunto, ovvero barrare con una croce il nome di un candidato e con un'altra croce un partito che non lo sostiene e quindi presente in un diverso "blocchetto" della scheda elettorale. In tal caso il voto sarebbe considerato nullo.

Nuova scheda antifrode, come funziona

Sono invece validi i voti in cui l'elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nome del candidato del collegio uninominale e un altro segno sul rettangolo che contiene il simbolo della lista (in questo caso il voto è comunque valido per il partito scelto e il candidato collegato del collegio uninominale). Stesso discorso nel caso l'elettore segnasse con una croce la lista di candidati nel collegio plurinominale e il simbolo del partito che li ha candidati. Il voto, ovviamente, vale anche per il candidato nell'uninominale del partito scelto.

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