Elezioni politiche 2018: debutta la scheda antifrode, ecco come funziona

L'elettore deve restituire la scheda dopo il voto al presidente del seggio. Quest'ultimo stacca il tagliando e controlla che il codice corrisponda. In caso contrario il voto è nullo

In queste elezioni politiche del 4 marzo 2018 debutta il Rosatellum, ma c'è un'altra novità di cui finora si è parlato meno: la nuova scheda elettorale "antifrode".

Domenica 4 marzo gli elettori che si recheranno ai seggi si vedranno consegnati una scheda provvista "di un apposito tagliando rimovibile, dotato di codice progressivo alfanumerico generato in serie, denominato 'tagliando antifrode', che è rimosso e conservato dagli uffici elettorali prima dell'inserimento della scheda nell'urna". La nuova legge elettorale, il Rosatellum, appunto, ha introdotto questa novità, come si legge nell'articolo 1 comma 18, che riscrive l'articolo 31 del Dpr 361/1957.

Come chiedere il duplicato della tessera elettorale

Spiega il sito del Dipartimento per gli Affati Interni e Territoriali del Viminale:

Le nuove schede elettorali sono dotate di un'appendice cartacea munita di un "tagliando antifrode" con un codice progressivo alfanumerico generato in serie; dopo che l'elettore ha votato ed ha restituito la scheda al presidente del seggio debitamente piegata, tale appendice con il tagliando è staccata dalla scheda e conservata dai componenti dei seggi elettorali, che controllano se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all'elettore; solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda stessa nell'urna.

Elezioni, come si vota il 4 marzo con la nuova scheda elettorale

La novità è stata inserita nella legge con un emendamento presentato dai deputati Pd Paolo Coppola e Sergio Boccadutri. L'intento è quello di "evitare lo scambio con frode di schede precompilate", aveva spiegato il dem Emanuele Fiano, relatore del Rosatellum. Non sarà possibile quindi inserire nelle urne schede contraffatte compilate in precedenza fuori dal seggio, contrastando così il reato di voto di scambio. 

Domenica prossima gli elettori non solo dovranno districarsi tra le complessità della nuova legge elettorale (collegi, sistema misto, coalizioni, uninominale, plurinominale  e chi più ne ha più ne metta) ma si troveranno anche di fronte - e con loro presidenti e scrutatori - a una nuova procedura non proprio veloce per poter esprimere la loro preferenza.

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