"Acqua di Ciò" e "Armane gode", sequestrati profumi "tarocchi"

La polizia municipale ha sorpreso due uomini intenti a vendere, uno profumi e l'altro frutta e verdura, senza essere in regola con le necessarie autorizzazioni. Sequestrata tutta la merce

Poco dopo mezzogiorno di venerdì 20 luglio 2018 una pattuglia del primo distretto della polizia municipale, in transito lungo via Buozzi, ha notato quello che sembrava un alterco tra un uomo e una ragazza. La pattuglia si è accostata alla giovane, mentre l'uomo ha iniziato ad allontanarsi.

La giovane ha detto agli agenti che l'uomo l'aveva fermata dicendo di essere un rappresentante di cosmetici, in giro per lavoro con la propria auto e il campionario di profumi di marca, ma di essere costretto a rientrare immediatamente a casa con l'aereo, e quindi di doversi liberare di tutti i flaconi di profumo che trasportava sulla sua auto, vendendoli a prezzo stracciato ai passanti.

Gli agenti sono ripartiti e hanno fermato l'auto dell'uomo dopo pochi istanti, verificando che a bordo si trovava un trolley con trenta confezioni di profuno, somiglianti a quelli di prestigiose marche, ma con nomi non propriamente esatti, come "Acqua di Ciò" e "Armane gode" e simili, oltre a un certo numero di sacchettini per imbustare la merce e una fattura emessa da un grossista orientale e intestata a una ditta con sede a Napoli per acquisto di profumi.

All'uomo, un napoletano trentatreenne, è stata applicata la legge regionale sul commercio e sequestrati tutti i prodotti contenuti nel bagagliaio, mentre la fattura verrà trasmessa alla Guardia di finanza per gli approfondimenti del caso.

Nel frattempo personale del reparto Vivibilità e Decoro e una pattuglia di prossimità del Distretto V hanno effettuato un controllo di polizia amministrativa su un banco di vendita di prodotti ortufrutticoli in via Brin. Il controllo ha evidenziato che il venditore era privo delle necessarie autorizzazioni amministrative per la vendita in area pubblica (autorizzazione a occupare suolo pubblico e pagamento del relativo canone Cosap e autorizzazione per la vendita su area pubblica in posto non mercatale).

Per questi motivi è stato sanzionato ai sensi delle vigenti leggi in materia di commercio (Legge regione Liguria 1/2007 art 55 comma 1 e art 143 comma 1 cui corrisponde la sanzione pecuniaria di cinquemila euro) e con il sequestro amministrativo delle merci e delle attrezzature del banco.

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