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Inchiesta Morandi, tre "super periti" per la procura: fissato il primo incidente probatorio

Entra nel vivo l'indagine del pool della Procura. Che in vista di martedì 25 settembre convoca tre esperti del Politecnico di Milano, dell'Università di Pisa e del Politecnico Federale di Zurigo

C’è una data per il primo dei due incidenti probatori richiesti dalla procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi. Il primo, alla presenza dei consulenti delle parti in causa e degli avvocati degli indagati (l’incidente probatorio, ricordiamo, viene fissato per raccogliere prove prima del rinvio a giudizio per timore che possano deteriorarsi), si terrà il 25 settembre nell’Aula Magna di Palazzo di Giustizia.

All’incidente probatorio fissato dal giudice per le indagini preliminari, Angela Nutini, parteciperanno anche i tre periti nominati dal team coordinato dal procuratore capo Francesco Cozzi e composto dal procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio e dai sostituti procuratore Walter Cotugno e Massimo Terrile: si tratta di Gianpaolo Rosati, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano; di Massimo Los, professore ordinario di Costruzioni di strade, ferrovie e aeroporti  del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’università di Pisa; e di Bernhard Elsenser, professore del Politecnico Federale di Zurigo. 

Crollo Morandi, chi sono gli indagati e quali sono le accuse

La richiesta di incidente probatorio presentata dal pm Massimo Terrile è stata accolta per consentire “lo svolgimento di indagini e l’acquisizione di dati e valutazioni che presuppongono specifica competenze tecniche e scientifiche quali la descrizione e l’accertamento delle condizioni nelle quali versano i manufatti – crollati e non – delle parti del viadotto”. In estrema sintesi, nel primo incidente probatorio verrà analizzato lo stato di quanto resta del ponte e delle macerie, in modo da consentire poi di procedere con la demolizione. 

In un secondo momento - e durante il secondo incidente probatorio, si entrerà invece nel vivo dell’inchiesta, analizzando le cause del crollo. A oggi tra gli indagati spiccano l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci - che verrà sentito con tutta probabilità lunedì - il provveditore alle Opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Roberto Ferrazza, e diversi funzionari e dirigenti di Aspi e Spea Spea Engineering, la società del gruppo Atlantia che si occupa di monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture che stilò il progetto di retrofitting del ponte Morandi, stabilendo i lavori di rinforzo per le pile 9 e 10. 

Mercoledì mattina è stato invece ascoltato come persona informata sui fatti (non indagata, dunque), Antonio Galatà, amministratore delegato di Spea. Nel pomeriggio di giovedì il procuratore capo Cozzi ha confermato che a oggi gli indagati restano 20, anche se non è escluso che possano salire con il prosieguo delle indagini: a oggi la procura è impegnata nell'analisi di un enorme mole di documentazione scritta, digitale, fotografica e video.

Restano particolarmente rilevanti ai fini dell'indagine i filmati delle telecamere di sorveglianza della Ferrometal, che mostrerebbe in maniera abbastanza accurata il crollo, e i due delle telecamere di Ansaldo. I filmati non sono stati resi pubblici, ha chiarito Cozzi, per evitare di influenzare i testimoni del crollo, che nei prossimi giorni verranno riascoltati dagli inquirenti. 

L'inchiesta prosegue dunque su due binari principali: accertare in che stato era il ponte al momento del crollo, e tentare di capire le cause più probabili del crollo stesso. A oggi è escluso, ha ammesso il procuratore capo, che vadano imputate esclusivamente a un difetto di progettazione del ponte di Morandi: «È crollato 51 anni dopo - ha sottolineato - Ci sono anche bombe a orologeria programmate per esplodere dopo 60 anni, ma pare evidente che non sia questo il caso».

Cozzi: «Il nostro pensiero alle vittime a un mese dalla tragedia»

Il lavoro della procura prosegue dunque incessante, in primis per stabilire lo stato dei resti del Morandi, in secondo luogo per accertare le cause del crollo. Venerdì 14 settembre, alle 11.36, anche gli inquirenti si uniranno al momento di cordoglio previsto in città a un mese dalla tragedia: «Noi siamo al lavoro dalle 11.37 di martedì 14 agosto - ha spiegato il procuratore - e continuiamo a farlo senza sosta. Anche il nostro pensiero, però, correrà a chi ha subito danni irrimediabili, alle vittime, soprattutto a quelle più giovani»

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