Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Crollo Morandi, chi sono gli indagati e quali sono le accuse

Tutti i nomi delle persone iscritte nel registro degli indagati, i reati ipotizzati dalla procura e le modalità di indagine

La procura di Genova accelera sull’inchiesta sul crollo del ponte Morandi , e dopo avere confermato l’iscrizione nel registro degli indagati di 20 persone ha convocato anche l’incidente probatorio, uno strumento fondamentale per far luce sulla tragedia del Morandi ed evitare di prolungare ulteriormente i tempi per la demolizione di quanto resta del ponte, a oggi sotto sequestro per preservare prove ed elementi indispensabili per ricostruire quanto accaduto.

Cos'è l'incidente probatorio

Con l’incidente probatorio, infatti, la procura potrà assumere gli elementi di prova relativi ai monconi superstiti del ponte prima dell’inizio di quello che è ormai scontato sarà uno dei processi più lunghi e complessi della storia di Genova, se non dell’Italia intera: una volta portata a termine la procedura, sarà possibile procedere con il dissequestro e avviare la demolizione, mentre le prove, già acquisite, potranno essere presentate direttamente nel corso del processo. A coordinare le operazioni di rimozione dei detriti nella zona dsottostante il viadotto sono l’ingegnere Renato Buratti e il professor Pier Giorgio Malerba, consulenti tecnici cui la procura ha affidato il compito di conservare e campionare le parti del manufatto potenzialmente utili ai fini d’inchiesta. 

La palla adesso passa dunque al giudice per le indagini preliminari,  che una volta accolta la richiesta comunicherà la data dell’incidente probatorio a tutte le parti in causa, e cioè indagati e rispettivi avvocati, familiari delle vittime e feriti, che si costituiranno parte offesa. Ed è la stessa procura, nella richiesta di convocazione dell’incidente probatorio, a sottolineare l’urgenza con cui si sta lavorando, visto che «per ragioni di sicurezza e di incolumità pubblica, nonché per le pressanti esigenze di superare l’emergenza, è prossima la decisone da parte del Commissario straordinario (Giovanni Toti, ndr), di avviare la demolizione delle due sezioni di viadotto sopravvissute al crollo».

Chi sono gli indagati

Oltre alla società Autostrade per l’Italia Spa, nell’elenco stilato dalla procura (che si è a sua volta basata sul documento presentato dalla Guardia di Finanza) ci sono i nomi di:

- Per Autostrade per l’Italia, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci; Mario Bergamo, il responsabile della manutenzione che, nel 2015, affidò il progetto a Spea, e il successore Michele Donferri Mitelli, arrivato nel 2017;  il direttore centrale operazioni, Paolo Berti; il direttore del tronco di Genova, Stefano Marigliani, e il suo predecessore, Riccardo Rigacci, e ancora Paolo Strazzullo, responsabile unico del progetto di “retrofitting”. Ancora, Fulvio Di Taddeo, responsabile del controllo dei viadotti, e Massimo Meliani, responsabile dei rapporti con i consulenti,

- Per quanto riguarda il ministero delle Infrastrutture, la procura ha incluso nella lista Vincenzo Cinelli, responsabile della Direzione generale vigilanza autostradale del Mit, il suo predecessore, Mauro Coletta, i due dirigenti di divisione della vigilanza, Bruno Santoro e Giovanni Proietti, e il capo dell’ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa.

- Tra i funzionari e dirigenti del provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta sono indagati il provveditore Roberto Ferrazza, membro della prima commissione d’inchiesta nominata dal ministero stesso, e il dirigente Salvatore Bonaccorso. Ci sono poi i componenti del comitato tecnico che analizzò il progetto di retrofitting del viadotto presentato da Autostrade, e cioè Mario Servetto, Giuseppe Sisca e Antonio Brencich, anche lui membro della prima commissione d’inchiesta, docente universitario del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Università di Genova.

- Per Spea, la controllata di Atlantia (gruppo cui fa capo Autostrade) incaricata della manutenzione delle opere, la procura ha indicato (così come inserito nel documento consegnato dalla Guardia di Finanza) i nomi di Massimiliano Giacobbi, responsabile del progetto, e del direttore tecnico, Emanuele De Angelis.

Quali sono le accuse

La procura di Genova, nelle persone del procuratore capo Francesco Cozzi, del procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio e dei sostituti procuratore Walter Cotugno e Massimo Terrile, indagano per disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti-infortunistica.

Autostrade: «Piena fiducia in magistratura» 

Nel giorno in cui la procura ha inviato la richiesta di fissazione dell’incidente probatorio, Autostrade per l’Italia in una nota ha fatto sapere di avere «,assima fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria in relazione alle iniziative della Procura di Genova, che ha proceduto alla notifica degli avvisi di garanzia - oltre che agli altri soggetti coinvolti - ai dirigenti di Autostrade per l’Italia a vario titolo interessati dalla vicenda del tragico crollo del ponte Morandi». 

La società, si conclude la nota, «è impegnata a collaborare attivamente per accertare le cause e le dinamiche di quanto accaduto e le responsabilità, qualora esistenti, dei singoli».

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