Tribunale, (ri)chiuse aule non a norma covid. Dubbi sullo spazio ai Magazzini del Cotone

Il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha dichiarato inagibili alcuni aule di Palazzo di Giustizia. L’avvocato Fiorenzo Celasco aveva inoltre chiesto chiarimenti sull’aula al Porto Antico e sulle condizioni dell'impianto di aerazione

Alcune aule del Palazzo di Giustizia di Genova non sono idonee a ospitare udienze, e sono state per questo chiuse dopo una breve riapertura, complice anche l'aumento esponenziale dei contagi in città. La decisione arriva dal Provveditorato delle Opere Pubbliche, che ha effettuato un sopralluogo nelle aule ai piani quarto e settimo del tribunale dichiarandole inagibili alla luce delle norme anti coronavirus.

Il presidente del Tribunale ha annunciato lunedì che, a partire da martedì, le aule sono state completamente chiuse al pubblico (avvocati, magistrati, cancellieri e parti), riaccendendo il problema che già era sorto durante il lockdown. La macchina della giustizia, infatti, si era di fatto bloccata - se non per le udienze urgenti e improrogabili - per contenere il contagio da coronavirus, e numerose udienze si erano tenute in spazi aperti individuati appositamente per garantire il distanziamento. 

Inizialmente si era scelta la Fiera di Genova, poi, causa Salone Nautico, tutto si era spostato (per ospitare i grandi processi come il crollo della Torre Piloti e il crollo del Ponte Morandi) ai Magazzini del Cotone, al Porto Antico.

Proprio giovedì mattina è prevista un’udienza ai Magazzini del Cotone nell’ambito del processo sulle presunte pratiche “gonfiate” nell’assegnazione delle invalidità civili della Asl 4 Chiavarese, e aumentano i dubbi di chi deve partecipare per le condizioni dell’aula allestita, che sembrano ricalcare quelle delle aule dichiarate inabili in tribunale e su cui erano arrivate segnalazioni: niente finestre e timori sull'impianto di areazione. Va detto però che per l'impianto delle aule di tribunale esiste una relazione della Asl che stabilisce che non è a norma, mentre non ce n'è una che attesta l'eventuale inadeguatezza di quello dei Magazzini del Cotone.

Sulla scia di dubbi e timori, già a settembre (quando i numeri del contagio non erano ancora preoccupante come oggi) l’avvocato Fiorenzo Celasco aveva chiesto chiarimenti in merito alle condizioni delle aule ricavate in aree esterne al tribunale, in particolare proprio sull’impianto di aerazione dei Magazzini del Cotone: una richiesta rimasta inascoltata, che ha portato anche a rigettare diverse istanze di rinvio per motivi sanitari presentate da alcuni avvocati preoccupati.

Dall’altro lato c’è, prevedibilmente, la protesta riguardante il blocco dell’attività giudiziaria, che si scontra con la diffusione dei contagi in tribunale: qualche giorno fa era stata evacuata la Corte d’Appello per sanificazione dopo alcuni casi sospetti o contatti di caso positivo tra personale di cancelleria, magistrati e avvocati.

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