Carcere di Marassi, scoperto telefonino nel pannolone di un detenuto invalido

Gli agenti della polizia penitenziaria sono anche riusciti a intercettare un involucro, lanciato dall'esterno del carcere, con dentro altri telefoni e pastiglie di Subotex

Nella mattina di domenica 6 settembre 2020, dal lato dello stadio Luigi Ferraris, è stato lanciato all'interno del carcere di Marassi, nell'area passeggi seconda sezione, un involucro contenente due smartphone, due mini cellulari, hashish e una decine di pastiglie di Subotex.

La manovra non è sfuggita agli agenti della polizia penitenziaria, che - rivela Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Penitenziari - hanno recuperato, attraverso un'immediata operazione di 'bonifica', l'involucro prima che i detenuti in quel momento al passeggio (circa cento) potessero impossessarsi del contenuto.

«Questo episodio conferma l'assoluta necessità di ripristinare al più presto la sala regia, quale presidio di sorveglianza remota. Ancor più - sottolinea il sindacalista della Uil - in una condizione di iper/affollamento. Oggi a Marassi si contano 700 detenuti a fronte di una capienza regolamentare prevista in 497 e se non vi sono sistemi di sicurezza adeguati potrebbero determinarsi situazioni ad alto rischio».

«La bonifica - spiega Pagani - si è conclusa, quando i poliziotti sono riusciti dopo un lavoro di intelligence, a recuperare anche un cellulare nascosto nel pannolone di un detenuto ricoverato nel reparto ospedaliero del carcere di Marassi (centro clinico). Molto probabile che a occultare il telefonino siano stati gli stessi compagni di camera».

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«Di certo - conclude Pagani - non sempre si è nelle condizioni di sequestrare i vari oggetti e le varie sostanze che vengono lanciate dall'esterno verso l'interno del carcere. Occorre, quindi, non solo ripristinare la sala regia (i cui fondi ci risultano già stanziati) quanto prevedere anche ulteriori barriere atte a impedire i lanci dall'esterno, ma nel frattempo complimenti alla polizia penitenziaria di Marassi».

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