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Furti seriali di moto, sgominata gang genovese

In manette, colto in flagranza mentre smonatava uno dei tanti bolidi trafugati, è finito un 34enne genovese residente a Begato e di professione meccanico, che lavorava con altri 4 complici

Si erano specializzati in furti di moto e scooter di grossa cilindrata, che rubavano caricandoli su un furgone o forzando lo sterzo in pochi minuti, forti delle loro conoscenze meccaniche, ma dopo una trentina di furti messi a segno sono stati scoperti: i carabinieri di Santa Margherita Ligure, coordinati dal maggiore Antonio De Rosa e in collaborazione con i colleghi di Rivarolo, Sampierdarena e Arenzano hanno sgominato una gang di genovesi che avevano eletto Begato come quartier generale in cui smontare, rimontare e poi smistare la merce rubata.

L’indagine è partita nel settembre del 2015, quando una pattuglia dei carabinieri di Santa Margherita ha fermato su una strada di Rapallo un uomo a bordo di uno scooter che, confrontando telaio e documenti di guida, è risultato rubato. A guidarlo un giovane di 34 anni residente proprio a Begato, meccanico in un’officina del quartiere, su cui l’attenzione dei militari si è concentrata da subito, complici anche le tante denunce di furto di moto presentate in caserma.

Dopo mesi di pedinamenti e appostamenti, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la “catena di montaggio” formata da 4 altri genovesi, tutti di età compresa tra i 30 e i 46 anni, uno dei quali proprietario dell’officina in cui era impiegato il 34enne, che attraverso una serie di box, officine e garage disseminati tra Begato e Marassi, nascondevano le moto, le smontavano utilizzando pezzi di altri motocicli per renderle irrintracciabili e poi le rivendevano, in un giro d’affari di decine di migliaia di euro.

Il blitz è scattato lo scorso venerdì, quando i militari hanno fatto irruzione in un garage di Begato trovando il 34enne all’opera su una moto: nel box c’erano, ordinatamente parcheggiate e ancora da smontare, 8 moto di grossa cilindrata, tra cui Yamaha e Bmw, e un T-Max. Valore totale circa 180mila euro, ma il sospetto dei carabinieri è che i furti abbiano fruttato molto di più, tenuto conto dei numerosi scatoloni contenenti diversi pezzi di altre moto già smontati e pronti per essere utilizzati.

Il 34enne è stato quindi arrestato con l’accusa di furto, riciclaggio e ricettazione e trasferito nel carcere di Marassi, mentre i quattro complici, tutti con piccoli precedenti e conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati. I carabinieri sono adesso all’opera per risalire ai proprietari delle moto rubate, in parte già restituite, e rintracciare quelle già vendute.

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