Morta a 16 anni per la droga, terza vittima in tre mesi

Adele, la ragazza di Chiavari deceduta la notte tra venerdì e sabato per una dose di mdma, è soltanto l'ultimo caso. A maggio altri due

Se n’è andata in meno di un’ora, all’inizio di una serata che, quando era uscita di casa, immaginava di svago e divertimento. O meglio di “sballo”, perché Adele, la 16enne di Chiavari morta nella notte tra venerdì e sabato, ha preso proprio la cosiddetta “droga dello sballo”, una dose di metanfetamina, o ecstasy, che le è stata fatale.

La ricostruzione della serata

L’ultima sera di Adele è iniziata in un appartamento di via Filippo Corridoni, in Albaro, in cui vive il 19enne Gabriele Rigotti. La madre non c'è, fuori Genova per una vacanza, e Adele lo raggiunge con il fidanzato, il 21enne Sergio Bernardin, e un’amica. È qui che i ragazzi  assumono la sostanza, una dose di mdma probabilmente disciolta in un liquido (la sostanza è utilizzata anche per confezionare le pasticche di ecstasy, ma in forma “pura” è in polvere). Poi escono a piedi, diretti verso il centro, ma all’altezza di via San Vincenzo Adele inizia ad accusare un malore, non riesce a camminare, sta male. Alla fine si accascia al suolo.

Gli amici chiamano subito il 118, sul posto arriva un’ambulanza che la accompagna con urgenza all’ospedale Galliera. Inizialmente le sue condizioni sembrano stabili, ma in meno di venti minuti la situazione si aggrava, e alla fine il cuore di Adele cede. Sono le 2.55 della notte tra venerdì e sabato: la prima chiamata al 118 era partita intorno alle 2.30.

Arrestati un giovane pusher, il fidanzato e l’amico

Le indagini della Squadra Mobile del dirigente Marco Calì partono immediatamente: nel giro di poche ore gli agenti rintracciano il pusher che ha venduto la droga ai ragazzi, un 17enne residente a Busalla che è stato arrestato. In manette sono finiti anche il fidanzato di Adele e l’amico, per cui verranno adesso formulate le accuse.

Tre decessi in tre mesi

A Geenova, Adele è la terza giovanissima vittima della droga in appena tre mesi: lo scorso 13 maggio a perdere la vita dopo un festino a base di alcol e stupefacenti in un appartamento di Borgoratti era stata Sabine Mantuano, 17 anni (l’amica che era con lei, la 25enne Cecilmar Antepara, è stata indagata). Due settimane più tardi, il 29 maggio, un’altra ragazza, una 17enne ecuadoriana, viene trovata priva di vita poco distante dall’ex biblioteca universitaria di via Balbi, accanto al corpo alcune siringhe usate.

Sale l’allarme per lo “sballo” dei giovanissimi

Adele aveva perso la mamma l’anno scorso, un dolore con cui stava ancora facendo i conti. Nel suo passato, però, come in quello degli amici, nessuna ombra, nessuna dipendenza, nessun precedente: «Bravi ragazzi, normalissimi - hanno sottolineato gli inquirenti - Alle loro spalle ci sono famiglie per bene». Ma la voglia di sballarsi nel fine settimana, soprattutto in estate, li ha fatti cadere nella trappola della droga, tanto allettante quanto insidiosa: "Ne avevamo già fatto uso in passato, ogni tanto, ma non era mai successo nulla", hanno ammesso sotto choc i due maggiorenni agli investigatori, confermando la pericolosa tendenza dei giovanissimi a considerare le droghe sintetiche meno rischiose rispetto alle altre, e a sottovalutarne gli effetti.

Eppure sostanze come l’mdma, come spesso spiegato anche dai medici che nel fine settimana si ritrovano a soccorrere decine di ragazzi, possono avere conseguenze devastanti sull’organismo: al di là della dipendenza, nei casi più gravi possono causare emorragie cerebrali, collasso dei reni e, come nel caso di Adele, morte, tutto nel giro di poche ore.

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