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La "Protesta Ligure" torna in piazza, a De Ferrari riunite tutte le categorie: «Fateci lavorare»

Dai titolari di bar e ristoranti ai tassisti passando per palestre, discoteche, agenzie di viaggio e lavoratori dello spettacolo: ennesimo lunedì di proteste contro la gestione dell'emergenza coronavirus

Tornano in piazza i manifestanti della “Protesta Ligure”, ormai allargata non solo ai ristoratori - da loro sono partiti idea e hashtag ormai parecchie settimane fa - ma anche a tutte quelle categorie che con l’emergenza coronavirus si sono ritrovate in ginocchio a causa del meccanismo “apri e chiudi” delle zone (o semplicemente “chiudi”, come per i titolari di palestre, piscine e discoteche e i lavoratori dello spettacolo).

L’appuntamento era per le 16 in piazza De Ferrari, diventato ormai il luogo di ritrovo di chi aderisce alla protesta, e intorno alle 16.30 i manifestanti si sono spostati in corteo, come preannunciato, percorrendo le vie del centro e bloccando poco prima delle 17 piazza Corvetto. Il corteo ha quindi proseguito la sua marcia toccando altre vie del centro città.

Il manifesto diffuso questa volta ritrae un asino con la scritta “chiudere oggi” cui viene sventolata davanti la proverbiale carota corredata da “per riaprire domani”: un modo per sottolineare quanto le categorie - oltre una ventina quelle elencate - non credano più alle dichiarazioni che accompagnano i vari lockdown.

«Non è la manifestazione dei bar, dei ristoranti, delle palestre o delle partite Iva, deve essere una rivolta popolare contro uno stato di cose inaccettabili - spiega una partecipante - Non ci stanno tutelando dal covid ci stanno facendo morire di altro. Il covid esiste, lo Stato no».

La protesta nel corso delle settimane si è allargata, come detto, a diverse altre categorie: oltre ai titolari di bar e ristoranti partecipano anche gestori di palestre, piscine, centri sportivi e scuole di danza, lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo, tassisti, agenzie di viaggio e agenti di commercio. L’invito è a restare uniti e partecipare numerosi per far sentire le proprie ragioni, chiedendo o di poter riaprire o di ricevere i necessari ristori per poter tenere chiuso per il tempo necessario senza perdere denaro per le spese che continuano a essere sostenute.

L’ultima manifestazione, lo scorso lunedì, era culminata con un corteo sino in viale Brigata Liguria che aveva temporaneamente bloccato il traffico. A febbraio c’era stata una manifestazione ancora più partecipata durante la quale i manifestanti si erano riversati in Sopraelevata, bloccandola.

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