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Lavoratori ex Ilva in corteo, bloccata la Guido Rossa

La manifestazione martedì mattina per protestare contro la richiesta dell'azienda di aprire una procedura di cassa integrazione per tutti i dipendenti dello stabilimento di Cornigliano

Lavoratori ex Ilva in corteo martedì mattina per protestare dopo che l'azienda ha chiesto l’apertura di una procedura di cassa integrazione per tutti e 981 gli operai dello stabilimento di Cornigliano.

Poco prima delle 9 i lavoratori si sono mossi verso la Guido Rossa, bloccandola in entrambe le direzioni con pesanti ripercussioni al traffico. Lunedì mattina le rappresentanze sindacali unitarie e le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, hanno incontrato la direzione di Acciaierie d'Italia per discutere dell'apertura della cassa integrazione ordinaria.

ilva corteo guido rossa 2

«Come Fiom - si legge in una nota - abbiamo risposto chiaramente che non siamo disponibili ad accettare una cassa integrazione per crisi di mercato, una crisi di mercato che non esiste, visto che tutti sanno come il mercato dell'acciaio stia vivendo un momento di crescita impetuosa. Il mercato tira? Bisogna lavorare. Evidentemente le motivazioni di questa cassa vanno ricercate altrove».

«I lavoratori - prosegue la Fiom - sono stanchi di accettare la situazione che vivono quotidianamente in fabbrica e domani lo dimostreranno in una assemblea ai cancelli in cui decideranno come proseguire la mobilitazione. Il tutto nel silenzio assordante del Governo, che pur avendo il 50% del potere decisionale nel Cda, sulle prospettive dell'azienda non è in grado di prendere una posizione all'altezza di questo nome».

«In merito alla protesta dei lavoratori Ilva in corso a Genova per la cassa integrazione chiesta dalla azienda, ho sentito telefonicamente poco fa il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Il ministro mi ha ribadito la volontà del Governo di procedere con tutti gli investimenti necessari a salvaguardare e rilanciare la filiera nazionale dell'acciaio. Si attende ora la sentenza del Consiglio di Stato che faccia chiarezza sul quadro normativo di riferimento per avviare tutti i passaggi necessari all'ingresso dello Stato per il tramite di Invitalia nella compagine azionaria del Gruppo Ilva».

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

«Pur comprendendo la stanchezza dei lavoratori per il perdurare del lungo periodo di incertezza - aggiunge il governatore - auspico che cessino le azioni di protesta in corso, che stanno arrecando grave danno a cittadini e imprese di una città, Genova, e di una Regione, la Liguria, già duramente provata dalla pandemia e dalla conseguente crisi. Ritengo ingiusto che legittime rivendicazioni sindacali – conclude - vadano a danno di altri lavoratori. Del colloquio ho informato poco il Prefetto di Genova Franceschelli perché possa farne conto alle delegazioni sindacali che incontrerà in mattinata».

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