Coronavirus e notizie bomba via chat, clicchiamo ovunque per la gioia degli hacker

Il Gruppo di coordinamento per la sicurezza cibernetica Banca d'Italia-Ivass ha pubblicato di recente un articolo in cui si sostiene che «l'epidemia Covid-19 accelera il processo di digitalizzazione, introducendo nuovi rischi cibernetici»

Alzi le mani chi in queste settimane non ha ricevuto sul proprio telefono, in una delle varie conversazioni con amici e parenti, link su cui cliccare che rimandavano a video con notizie sensazionali sul coronavirus, interviste a candidati premi Nobel o profezie su quanto durerà la pandemia e quando finirà il lockdown.

Ecco allora il punto è questo. Clicchiamo ovunque, diamo fiducia a qualunque link, proveniente da chiunque. Lo facevamo già prima del dilagare del Covid-19? Forse no, proprio perché temevamo che il nostro telefono potesse restare infettato. Ora siamo tutti attenti a non esporci a rischio contagio, mentre invece lasciamo che il nostro device apra qualunque link.

Il Gruppo di coordinamento per la sicurezza cibernetica Banca d'Italia-Ivass ha pubblicato di recente un articolo, dal titolo 'La sicurezza cibernetica ai tempi del Covid-19', in cui si sostiene che «l'epidemia Covid-19 accelera il processo di digitalizzazione, introducendo nuovi rischi cibernetici».

«La pandemia di Covid-19 sta accelerando la digitalizzazione delle economie - si legge nell'articolo -. Per combattere il contagio è necessario il distanziamento sociale: la scuola, il lavoro e la socialità si spostano online; cresce la fruizione di servizi in modalità remota, anche in campo bancario e assicurativo. Questa trasformazione rimarrà a emergenza finita, con effetti positivi: più digitalizzazione può significare più produttività, meno inquinamento, più agevole conciliazione tra vita e lavoro. Aumenta contestualmente il rischio di attacchi informatici».

La categoria più a rischio è quella composta da persone che fino a poche settimane fa passavano poco tempo attaccati allo schermo, quindi meno smaliziate nel muoversi fra banner, link, annunci, richieste di invio notifiche e altri tranelli digitali simili. «Sono particolarmente esposte le persone e le imprese che in passato facevano ricorso alla rete in misura modesta e non sempre sono consapevoli delle insidie del mondo digitale», sostiene l'articolo.

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Banca d'Italia e Ivass stanno affrontando con particolare attenzione le sfide poste dalla pandemia. Ad esempio, nelle ultime settimane «criminali informatici hanno diffuso numerosi messaggi di posta elettronica fraudolenti che pubblicizzano sedicenti cure contro il Coronavirus o fittizie iniziative di solidarietà, nel tentativo di sottrarre ai destinatari somme di denaro e credenziali di accesso ai conti online (c.d. phishing)”. La circolazione di questi messaggi contribuisce anche a generare confusione nel pubblico. Non sono nemmeno mancati gli attacchi contro le infrastrutture informatiche ospedaliere, in Italia come in altri Paesi».

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