Coronavirus, 120 nuovi guariti ma altri 17 morti. Totale positivi: 5.181

Per la prima volta in Liguria calano gli attualmente positivi

Foto Ansa EPA/JULIEN WARNAND“

Per la prima volta calano di quattro unità gli attualmente positivi in Liguria ma i nuovi contagi da coronavirus sono 133. I casi totali nella nostra regione sono 5.181, con 120 guariti (il doppio rispetto a ieri) e, purtroppo, 17 morti registrati nelle ultime 24 ore.

Coronavirus, i numeri in Liguria

Venerdì 1 maggio, quinta giornata di fase 2 in Liguria, il bollettino di Alisa e Regione Liguria riporta il segno meno sugli attualmenti positivi: quattro in meno rispetto a ieri, ricoverati in costante diminuzione (734 totali, quasi stabili le terapie intensive 68 oggi, una in meno di ieri), a casa, invece si curano 2.784 persone.

Sono invece 1.663 le persone asintomatiche ormai, ma ancora positive al test e dunque contagiose, e in in autmento le sorveglianze attive, che sono 2.001.

In provincia di Genova il maggior numero di casi positivi, 3.065. Seguono Imperia, con 897, Savona, con 868, e La Spezia, la provincia che a oggi registra il minor numero di casi, 345.

Gli spostamenti in città, Bucci: «Restiamo a casa anche nel weekend»

Più 8% di spostamenti in città rispetto a mercoledì scorso quando già l'aumento rispetto ai giorni precedenti era in netto aumento. Il sindaco Bucci lancia l'ennesimo appello: «Speriamo sia l'ultimo weekend che passiamo così ma ancora una volta "restiamo a casa"».

Nel frattempo a Tursi si è lavorato per la fase 2. Si è discusso sui trasporti e la mobilità ecosostenibile, sulla nautica da diporto e sulla parziale apertura di passeggiate e spiagge. «Da lunedì 4 maggio con il nuovo decreto del Governo faremo il punto su tutto».

Fase 2, la Regione: «Dal 4 maggio spesa in tutto il territorio della provincia»

L’assessore regionale Giacomo Giampedrone ha inoltre annunciato un ulteriore adeguamento dell’ordinanza con cui la Regione ha recepito il dpcm in vigore dal 4 maggio.

L’ordinanza potrebbe consentire dal 4 maggio la spesa in tutti gli esercizi commerciali del territorio provinciale. 

«Si tratta di un adeguamento doveroso - ha detto Giampedrone - che può andare incontro alle esigenze di molti cittadini, ovviamente fatto in sicurezza, con trasporti in macchina come da norme vigenti: si fa la spesa e si torna a casa nel proprio comune di residenza. Non escludo che ci siano altri aggiustamenti e valutazioni che stiamo ovviamente portando avanti in queste ore».

Coronavirus, ospedale San Martino chiude altri due reparti

L’ospedale San Martino ha intanto annunciato la chiusura di altri due reparti covid dopo quella avvenuta la scorsa settimana.

A partire da venerdì, infatti, il secondo piano del padiglione Maragliano, dedicato alla bassa intensità assistenziale e ormai svuotato di pazienti covid positivi, verrà chiuso e sanificato, in attesa lunedì di tornare alla destinazione precedente all’emergenza. Stessa sorte per la rianimazione M2 del Monoblocco, dedicata ai pazienti più gravi.

Sanità, assunti altri 23 professionisti

Prosegue intanto il piano di assunzioni straordinarie di personale sanitario per fronteggiare l’emergenza. Nell’ultima settimana sono stati assunti altri 23 professionisti ,per un totale di 619 nuovi assunti di cui 213 medici e 184 infermieri, ma anche operatori sociosanitari, tecnici di laboratorio e altre figure indispensabili per complessive 222 unità per coprire il crescente fabbisogno. Fra gli assunti dall’inizio della pandemia, anche 71 specializzandi e 11 tra medici e infermieri in pensione e rientrati in servizio.

«Questi professionisti saranno fondamentali anche nella fase 2 che ci apprestiamo ad affrontare - ha detto la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale - Domani inoltre arriveranno ulteriori 10 infermieri inviati in Liguria dalla Protezione civile e destinati dalle Asl non solo agli ospedali ma anche alle Rsa».

Delle 596 assunzioni complessive, 54 sono destinate alla Asl1 (di cui 11 medici e 17 infermieri), 105 alla Asl2 (tra cui 16 medici e 31 infermieri), 107 alla Asl3 (tra cui 82 medici e 7 infermieri), 24 alla Asl4 (tra cui 2 medici e 7 infermieri), 42 alla Asl5 (tra cui 13 medici e 21 infermieri), 34 all’ospedale Galliera (fra cui 3 medici e 16 infermieri), 31 all’Istituto Gaslini (fra cui 5 medici e 19 infermieri), 179 all’Ospedale Policlinico San Martino (fra cui 67 medici e 61 infermieri), 29 all’Evangelico di Voltri (4 medici e 5 infermieri). Quattordici le assunzioni in Alisa dall’inizio della pandemia.

Diversi i contratti applicati, tra cui incarichi individuali a tempo determinato, contratti di collaborazione coordinata e continuativa o contratti di somministrazione di lavoro (interinale). Il report aggiornato delle assunzioni è stato inviato a Roma, come da prassi. 

Neo papà in sala parto, via libera al San Martino

Da oggi, intanto, al San Martino sarà concesso l’ingresso in sala parto ai papà che ne fanno richiesta. Prima di entrare in sala parto il partner della futira mamma dovrà firmare un modulo informativo, illustrato dal personale sanitario, contenente le modalità comportamentali raccomandate da tenere all’interno della sala parto. 

Il momento dell’ingresso in sala parto verrà stabilito dagli operatori sanitari, previa esecuzione del triage per Covid in atto presso il Punto Nascita (anamnesi e misurazione della temperatura). L’accesso alla sala parto sarà consentito dopo avere indossato i dispositivi di protezione individuali (mascherina chirurgica da sostituire ogni 3 ore, cuffia, camice monouso e calzari), secondo le modalità illustrate dagli operatori sanitari e previo lavaggio delle mani. 

Per evitare di consumare inutilmente protezioni, non sarà consentito lasciare la sala parto per poi rientrare: al suo interno verranno date le disposizioni per seguire al meglio e condividere il travaglio, a seconda delle modalità scelte. Il partner, o la persona di fiducia scelta dalla futura mamma, poi potrà rimanere mamma e bimbo anche nelle prime 2 ore post parto.

Mascherine, dal 6 maggio distribuzione gratis in farmacia

Con l’entrata in vigore, lunedì 4 maggio, dell’obbligatorietà delle mascherine, la Regione ha annunciato che da mercoledì 6 maggio ne saranno distribuite gratuitamente 500mila attraverso le farmacie.

«I cittadini potranno ritirare due mascherine a testa con il codice fiscale - ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone -  da lunedì 11 è prevista la distribuzione della seconda parte del milione a disposizione, ma la decisione arriverà a valle di quella che è la decisione del provvedimento del Governo, cioè il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che prevede nei luoghi al chiuso e in tutte le attività legate al pubblico servizio per quanto riguarda il trasporto delle persone, l'obbligo della mascherina».

Dall'inizio della distribuzione gratuita, da parte di Regione Liguria, sono arrivate circa 800 segnalazioni di mancata consegna: «Sono state tutte girate a Poste Italiane che fa un contro verifica rispetto alla segnalazione e nel caso provvede».

Rsa, il 15% degli ospiti è positivo. A Casella trasferiti ospiti di una casa di riposo per un caso positivo

L’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, è tornata a parlare della situazione nelle rsa, dove si stima che il 15% degli ospiti sia positivo. Sono stati infatti completati in tutte i test sierologici per stimare il contagio, e l’analisi dei dati è ormai completa al 90%. Su 10.000 ospiti (su una popolazione di circa 11 mila), il 15% è venuto a contatto con il virus, mentre su circa 7.000 operatori la percentuale è del 10%.

Circa la metà delle strutture liguri - 70 su 40 - hanno registrato criticità. L’ultima è una casa di riposto di Casella, dove gli ospiti sono stati tutti trasferiti in strutture per il trattamento di pazienti covid.

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«Prosegue il monitoraggio attento e scrupoloso da parte della task-force dedicata - ha detto l’assessore alla Sanità Sonia Viale - Una criticità in una residenza sanitaria a Casella ha comportato la necessità di trasferire gli anziani ospiti in altre residenze dedicate esclusivamente a covid-positivi. Queste realtà così piccole presentano criticità nel gestire casi complessi, la mancanza di spazi e la mancata possibilità di fare isolamenti all’interno, sarà quindi necessario fare una riflessione sulle rsa del nostro territorio. Dobbiamo attrezzarci, lo abbiamo fatto con la rete ospedaliera e dobbiamo farlo anche con i luoghi che ospitano i nostri anziani».

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