Coronavirus, anche a Genova controlli con i droni contro gli assembramenti

Dopo la diffusione della nota con cui Enac autorizza l'utilizzo dei velivoli radiocomandati a pilotaggio remoto, il sindaco Bucci conferma l'intenzione di usarli. A Rapallo già partito l'esperimento

Anche il Comune di Genova utilizzerà i droni per monitorare il territorio cittadino e verificare che non si creino assembramenti. La conferma è arrivata dal sindaco Marco Bucci, a poche ore dalla nota con cui Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ha autorizzato l’uso dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto per monitorare gli spostamenti. 

«I droni servono, e questo ne è un esempio - ha confermato il sindaco Bucci - tutta la parte del ponte è stata controllata di droni, noi abbiamo contatti con parecchie aziende e società specializzate, e siamo pronti a usarli non appena possibile». Anche in altri Comuni liguri la sperimentazione del monitoraggio con i droni sta partendo o è partita: è il caso di Rapallo, dove il sindaco Carlo Bagnasco, martedì mattina, ha osservato proprio un drone sollevarsi sopra il lungomare e iniziare a monitorare le vie della cittadina.

Nella nota diffusa ai vari Ministeri, allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, ai comandi delle polizia Locali e all’Anci, Enac spiega che sino al 3 aprile, "le operazioni condotte con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 kg, nella disponibilità dei Comandi di Polizia locale ed impiegati per le attività di monitoraggio, potranno essere condotte in deroga ai requisiti di registrazione e di identificazione".

Il documento autorizza inoltre i controlli "anche su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto”, dove "non sarà altresì necessario il rilascio di autorizzazione" da parte di Enac e "non sarà richiesta la rispondenza delle operazioni agli scenari standard". 

Sempre fino al 3 aprile 2020, "si autorizzano tutti gli Enti di Stato di cui all'articolo 744 del Codice della Navigazione e delle Polizie locali dei Comuni italiani, ad operare con propri Apr se impiegati nell'ambito delle condizioni emergenziali dovute all'epidemia Covid-19", nelle aree che guardano sugli aeroporti civili e "identificate come 'aree rosse', ad una quota massima di 15 metri".

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