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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Coronavirus

I figli mancati del lockdown: meno 12% a Genova

Lo studio del policlinico San Martino ha messo a confronto il tasso di natalità di Genova, Milano e Torino nel trimestre di lockdown rispetto all'anno precedente

Non reggono le chiacchiere da bar secondo cui durante il lockdown le coppie avrebbero avuto più tempo per far nascere dei figli.

La smentita arriva direttamente da uno studio scientifico sul trend delle nascite, 'Impact of Covid-19 on birth rate trends in the metropolitan cities of Milan, Genoa and Turin', condotto su dati Istat dai medici del policlinico San Martino di Genova e pubblicato sulla rivista accademica Public Health.

Nel capoluogo ligure, evidenzia la ricerca, tra novembre 2020 e gennaio 2021, trimestre in cui sono nati i bambini concepiti durante il lockdown della scorsa primavera, le nascite a Genova hanno toccato un picco negativo del meno 12%. Una decrescita lieve se confrontata con Milano che ha visto dimezzare le nascite del periodo (2.325 parti tra novembre 2020 e gennaio 2021 contro i 4.187 dello stesso trimestre dell'anno precedente) e con Torino dove la riduzione della natalità è meno marcata rispetto al capoluogo lombardo ma con numeri pur sempre elevati: la città della Mole ha registrato infatti un calo del 33% (1.043 neonati a cavallo tra 2020 e 2021, contro i 1.579 dello stesso trimestre pre-pandemia).

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Il trend delle nascite a Milano, Torino e Genova (www.sciencedirect.com)

La diminuzione del tasso di natalità durante la pandemia da Covid-19 in queste tre città industrializzate è in linea con gli effetti demografici delle precedenti pandemie, secondo lo studio del policlinico, e l'impatto negativo del coronavirus sul concepimento può essere il risultato di vari fattori.

In primo luogo, il disagio psicologico causato dalle restrizioni introdotte dalle istituzioni che, sempre secondo gli esperti, può aver avuto un impatto anche sulla motivazione a riprodursi. Inoltre, la salute mentale influisce sul desiderio sessuale e un altro studio ha rilevato che, durante la pandemia, c'è stata una riduzione della sessualità, in particolare tra i lavoratori ospedalieri.

Ulteriori fattori che possono aver contribuito al calo del tasso di natalità possono includere fattori economici come l'aumento della disoccupazione, le crescenti perdite finanziarie e l'incertezza economica generale. La cassa integrazione e le poche opportunità per un nuovo lavoro e, allo stesso tempo, la preoccupazione per i costi di mantenimento di un neonato.

Genova, dunque, non registra il record in negativo in questo triangolo di città industriali, ma conferma la sua etichetta: una città vecchia, con un elevato tasso di mortalità (14,01 decessi ogni 100 residenti) e 94esima per numero di nati secondo gli ultimi dati della classifica sulla qualità della vita elaborata dal quotidiano Italia Oggi insieme all’università La Sapienza di Roma.

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