Informazioni su servizi e agevolazioni del Comune di Genova per particolari categorie sociali

Tutte le categorie che possono usufruire delle misure di contrasto alla povertà

Il Comune di Genova pone in essere diverse misure di contrasto alla povertà, dalla riduzione tariffaria della refezione scolastica alle tessere agevolate Amt, passando per contributi economici per ulteriori categorie.

Andiamo a vedere nel dettaglio tutto ciò che è previsto, e su cui si può contare, a Genova.

Riduzione tariffaria refezione scolastica

È un beneficio su richiesta della famiglia, che consiste nell’applicazione di una tariffa scontata calcolata in modo progressivo in base all’ISEE del bambino, importato direttamente dalla banca dati INPS. La tariffa agevolata viene applicata dalla bollettazione immediatamente successiva alla data di presentazione ed ha validità per l’intero anno scolastico.

In assenza di un ISEE valido il sistema non consente di presentare la domanda.

L'agevolazione è rivolta alle famiglie residenti nel Comune di Genova i cui figli siano iscritti ai servizi 0/6 comunali (nidi e scuole dell’infanzia) e alle scuole statali 3/14 (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie) con un ISEE del minore inferiore o uguale a 30mila euro.

Come fare domanda

Tariffe agevolate Amt

L'accesso alla tariffa agevolata è subordinata ai seguenti requisiti:

  • residenza nel Comune di Genova;
  • appartenenza a specifiche categorie;
  • possesso di un indice ISEE rientrante nei limiti fissati (qualora sia richiesto).

Per accedere alla tessera/abbonamento agevolato non è possibile presentare la stessa dichiarazione ISEE precedentemente utilizzata e può essere richiesta a qualsiasi centro di assistenza fiscale CAF presentando i documenti necessari.

Per acquistare gli abbonamenti agevolati occorre la card CityPass che viene rilasciata presso le biglietterie AMT compilando un apposito modulo.

Scarica i moduli

Contributi invalidi del lavoro

Aiuto economico a sostegno di invalidi del lavoro e vedove di caduti sul lavoro o deceduti per malattie professionali residenti a Genova. Ecco in cosa consiste:

  • assegno di incollocamento (assegno erogato a cadenza trimestrale pari a 115,00 € mensili)
  • assegno straordinario (assegno una tantum di importo massimo 300,00 € annue a copertura di spese straordinarie)

Assegno di incollocamento

Possono farne richiesta gli Invalidi del lavoro e/o le vedove di caduti sul lavoro o deceduti per malattie professionali iscritti nelle liste di collocamento disabili dei Centri per l’impiego
La domanda debitamente compilata va presentata presso la Direzione Politiche Sociali; le domande verranno raccolte a cadenza trimestrale dal 1 al 15 dei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre con riferimento al trimestre precedente.

Assegno straordinario

Possono farne richiesta gli Invalidi del lavoro e/o le vedove di caduti sul lavoro o deceduti per malattie professionali  che abbiano affrontato una spesa straordinaria nell'anno precedente e abbiano un Isee al di sotto della soglia stabilita annualmente dalla Direzione Politiche Sociali.
Le domande di richiesta di Assegno Straordinario vanno presentate entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono le spese sostenute. 

Cosa occorre:

  • presentazione della domanda debitamente compilata
  • documentazione in originale comprovante la spesa sostenuta.
  • isee in corso di validità

Dove

Le domande, presentate su apposita modulistica, vanno presentate previo appuntamento presso:
Direzione Politiche Sociali Via di Francia,3 6°piano sala 30  tel. 0105577264

Scarica i moduli

Pon Inclusione

Esistono poi altre misure sovracomunali come il PON Inclusione, un programma europeo che persegue come obiettivo generale il contrasto della povertà e la definizione di percorsi personalizzati di inserimento socio-lavorativo che, a partire dai bisogni specifici delle famiglie e delle persone fragili, le accompagnino verso l'autonomia.

Il Comune di Genova ha aderito all’Avviso 3/2016 ottenendo un finanziamento pari a Euro 1.858.353 ed ha avviato il progetto in data 1 ottobre 2017. Con il progetto si vuole sperimentare inoltre l’attivazione di nuovi interventi utili alle famiglie beneficiarie di carta REI o Rdc sia per agevolare la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, come i voucher per l’accesso a servizi per la prima infanzia, sia per facilitare la  formazione e/o la riqualificazione al lavoro attraverso l’erogazione di voucher formativi.

Il progetto prevede inoltre azioni finalizzate alla formazione per gli operatori ed alla creazione di collaborazioni tra diversi attori del territorio che operano nell’ambito del contrasto alla povertà.

Misure nazionali

Tra le misure nazionali - consultabili sul sito del Comune di Genova - si ricordano gli assegni sociali, l'assegno per il nucleo familiare, l'assegno di maternità, l'assegno per nuclei con tre figli minori, l'assegno di natalità (bonus bebè), l'indennità di disoccupazione Naspi, la carta acquisti ordinaria, il bonus elettrico, il bonus gas, il premio alla nascita (bonus mamma domani), il bonus asilo nido e forme di supporto, e il bonus 80 euro.

Empori solidali

Genova è tra le prime città in Italia che hanno scelto di affrontare in maniera nuova le situazioni di povertà.
La sempre più crescente necessità di alimenti e di generi di prima necessità da parte di persone con scarse risorse economiche ha infatti portato ad affiancare, ai più tradizionali interventi di supporto (dormitori, mense, agevolazioni tariffarie, …), anche la possibilità di accedere, all’interno di locali attrezzati come “negozi”, a prodotti gratuiti.

L’obiettivo è quello di restituire dignità e responsabilità alle persone che si trovano in una situazione di disagio, fornendo loro anche consigli pratici di educazione alimentare e domestica.

Con la promozione e la regia dei Servizi Sociali comunali e grazie alla rete delle Associazioni di volontariato e degli Enti caritatevoli, molto attivi a Genova, nonché alla sensibilità di negozi e supermercati, nel 2006 è stato così aperto il primo Emporio solidale in Valpolcevera. Negli anni seguenti ne sono stati aperti altri tre: uno a Levante e due in Valbisagno.

I prodotti che si possono trovare negli Empori sono alimenti, prodotti per l’igiene della casa e della persona, materiale scolastico. La maggior parte sono frutto di donazioni da parte di negozianti e supermercati, presso i quali una rete di volontari li raccoglie periodicamente, sistemandoli poi sugli scaffali dell’Emporio. In alcuni casi si tratta di prodotti che, pur ancora pienamente commestibili o utilizzabili, sarebbero stati buttati perché non più commercializzabili (ad esempio per confezioni sciupate): con il loro recupero, oltre a fornire un importante intervento sociale, si contribuisce quindi a ridurre la quantità di prodotti sprecati.

Come accedere

Le famiglie che possono accedere agli Empori solidali sono individuate, in base alla situazione economica, dai Servizi Sociali comunali o dagli Enti caritatevoli coinvolti nella rete.
Viene stabilita una turnazione in modo da arrivare a più famiglie possibili ed assegnata, per il ritiro dei prodotti presenti sugli scaffali dell’Emporio, una tessera a punti, il cui numero varia a seconda del numero dei componenti la famiglia.

Le persone sono affiancate nella scelta dei prodotti da un volontario, che fornisce loro consigli in base al numero ed all’età dei componenti della famiglia, facendo scoprire qualche alimento sano ma poco conosciuto e suggerendo, a chi lo desidera, qualche nuova ricetta sana e gustosa da provare a casa.

Patto di sussidiarietà di lotta alla povertà

Il Comune di Genova vuole promuovere la partecipazione pubblica di soggetti sociali, economici, sportivi, presenti sul territorio genovese alle politiche di lotta alla povertà e alle azioni di inclusione sociale attraverso una metodologia che preveda la costruzione di un sistema partecipativo e interattivo di tutte le realtà cittadine – istituzioni, organizzazioni sindacali, privato/sociale, forze economico/sociali, fondazioni bancarie, imprese private, realtà ecclesiali, volontariato, associazioni, famiglie e singoli cittadini – per favorire lo sviluppo di servizi, strumenti e progetti sociali a favore delle persone in condizione di bisogno.

A cosa serve

Il Patto ha permesso sia di avviare nuove iniziative sia di ottimizzare iniziative già in essere promuovendo la messa in comune di risorse in capo alle associazioni/Enti caritatevoli, alle aziende/attività commerciali e alla Civica Amministrazione, nel rispetto e nella valorizzazione dei differenti ruoli e competenze.
Le iniziative sono sia di carattere cittadino sia di carattere municipale, si sono realizzate ponendo attenzione al tema della lotta allo spreco e sono finalizzate a dare una risposta ai bisogni primari delle persone/famiglie in situazione di povertà.

Per quanto riguarda la distribuzione di generi alimentari e per l’igiene le collaborazioni avviate o consolidate si sono orientate verso la filosofia dell’emporio solidale (o social market) che prevede la costituzione di negozi/empori dove le persone in situazione di povertà possono andare a ritirare generi alimentari o materiale per l’igiene personale e della casa scegliendo i prodotti di cui necessitano con il supporto di un volontario che li aiuta nell’individuazione delle priorità fornendo anche consigli utili ad una sana alimentazione.
Altri esempi di collaborazioni avviate riguardano la distribuzione gratuita di pacchi viveri e/o prodotti ortofrutticoli alle famiglie, la donazione di prodotti per la prima infanzia, l’attivazione di tessere gratuite per l’accesso ad attività sportive.

Come aderire al Patto

I soggetti sociali, economici, sportivi, presenti sul territorio genovese interessati a collaborare con la Civica Amministrazione per far fronte alle situazioni di povertà possono contattare i servizi sociali comunali presenti in ogni Municipio (Ambiti Territoriali Sociali) o la Direzione Politiche Sociali-Area Minori, Famiglie e Lotta alla Povertà con sede in Via di Francia 3 (6° piano del Matitone) stanza 43, tel 010. 5577388.

Come accedere alle iniziative avviate

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Possono accedere alle iniziative avviate nell’Ambito del Patto le persone/famiglie in stato di povertà seguite dai servizi sociali comunali.

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