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Genova insolita e segreta, la chiesa di Santa Chiara ad Albaro

La chiesa di Santa Chiara, immersa nel fitto ed elegante quartiere di Albaro, è un autentico, sconosciuto capolavoro dell’architettura sacra genovese

Per quanto un genovese pretenda di conoscere la propria città, ci sono sempre degli angoli nascosti, meno noti, da scoprire. È in questa direzione che va la guida Genova insolita e segreta di William Dello Russo, edita da Jonglez. Da qui alle prossime settimane vi racconteremo di cinque luoghi insoliti e segreti. Questa è la quarta puntata, dedicata alla chiesa di Santa Chiara ad Albaro.

La chiesa di Santa Chiara, immersa nel fitto ed elegante quartiere di Albaro, è un autentico, sconosciuto capolavoro dell’architettura sacra genovese. Le sue origini si perdono nel cuore del Medioevo: la nascita del monastero si deve all’ecclesiastico Tedisio Camilla, cappellano di papa Innocenzo IV, che nel 1299 fondò il monastero di San Nicolò de Irchis. Insediato inizialmente dalle monache cistercensi, venne intitolato alla santa d’Assisi nel 1498 e fu abitato dalle Clarisse, a parte qualche interruzione, fino al 1999.

Preceduta da un vasto giardino, la chiesa è estremamente sobria all’esterno, in forte contrasto con la ricchezza dell’interno, dalle perfette e armoniose proporzioni. È netta la suddivisione tra l’aula destinata ai fedeli e il coro superiore riservato alle suore. La superficie è completamente rivestita da affreschi dei più prestigiosi maestri della pittura genovese del Sei-Settecento (Giovanni Battista Carlone, Giuseppe Palmieri e il quadraturista Francesco Costa). Il tutto è arricchito da una serie di tele a firma di Luca Cambiaso e Bernardo Castello.

Uno dei vanti della chiesa è la sua acustica: il coro che sovrasta la navata prolungandosi sopra il portico è un’ampia sala rettangolare che si affaccia sulla navata con una tribuna convessa, occupata lungo il perimetro da un doppio ordine di stalli lignei. Caratteristica veramente singolare è la presenza di vasi acustici disposti su tre file longitudinali sopra la copertura. Osservando con attenzione la volta si individuano 14 fori, soprattutto sul coro ma anche sul presbiterio, che servivano a incanalare il suono e a potenziarlo tramite il sistema dei vasi acustici.

L’atrio porticato infine racchiude uno dei più pregevoli rissêu genovesi. Il mosaico, realizzato con ciottoli di fiume e di mare bianchi e grigi, suddiviso in vari riquadri, raffigura scene della Bibbia e i simboli dei quattro evangelisti. I cartoni vennero disegnati nel 1654 da Domenico Fiasella.

Fonte: guida 'Genova insolita e segreta' di William Dello Russo, edita da Jonglez, disponibile in tutte le librerie e online.

La chiesa di Santa Chiara ad Albaro

Associazione Amici del Monastero di Santa Chiara
Via Lagustena 58G
Tel. 3463671770
info@amicisantachiara.it
www.amicisantachiara.it.

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