Anniversario della rivoluzione del 1956 in Ungheria a Palazzo Doria Spinola

Lunedì 7 novembre 2016, ore 17.00, nel Salone del Consiglio Metropolitano di Palazzo Doria Spinola (Prefettura) in Largo Lanfranco 1, "Commemorazione in onore del 60° Anniversario della Rivoluzione del 1956 in Ungheria". L'iniziativa, che è stata organizzata dalle Associazioni Culturali EventidAmare e Liguria-Ungheria, in collaborazione con il Consolato Onorario di Ungheria di Genova, verrà presentata da Pietro Bellantone, Presidente delle Associazioni, da Judit Timaffy, Console Generale di Ungheria - Milano e da Giuseppe Michele Giacomini, Console Onorario di Ungheria in Genova. Interverranno Autorità Locali per un indirizzo di saluto.Prenderà la parola anche Alfonso Gioia, Consigliere Delegato della Città Metropolitana di Genova, per un indirizzo di saluto.

Dopo gli interventi inziali al via la conferenza: "1956 anno terribile per la geopolitica dell'Occidente (insurrezione ungherese, crisi di Suez)", relazione a cura di Erminio Raiteri, dell'Accademia dei Dialoganti di Budapest. Durante la manifestazione sarà inaugurata una mostra fotografica commemorativa nel Loggiato Superiore del Palazzo, che proseguirà sino a venerdì 18 novembre con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 10.30-18.00, sabato 9.30-12.30, chiuso i festivi. Al termine le Associazioni Culturali Liguria-Ungheria ed EventidAmare offriranno, degustazioni guidate di specialità alimentari ungheresi e liguri. L'ingresso è libero sino all'esaurimento dei posti disponibili.

«Occorre riconoscere l'anno 1956 come fondamentale spartiacque del '900 - sottolinea Raiteri - soprattutto per la storia del Comunismo internazionale. È stato l'anno "choc" sia per il 20° Congresso del PCUS che ha demolito la figura politica di Stalin, sia per l'Insurrezione Ungherese dell'ottobre/novembre che ha distrutto il mito dell'Internazionalismo Socialista evidenziando invece il ruolo dell'imperialismo russo. Il 23 ottobre di ogni anno, dopo il 1989, è stato dichiarato "Festa Nazionale" del popolo ungherese che ha combattuto per la libertà e l'indipendenza della Nazione magiara. Il 60° Anniversario della Rivoluzione del 1956 in Ungheria ha innescato, anche in Italia, radicali cambiamenti geopolitici nell'Occidente favoriti o imposti anche dalla crisi di Suez e dalla crescente colonizzazione e indipendenza politica dei Paesi Arabi Mediterranei e Mediorientali. La cronaca dei fatti di allora e la recente apertura di archivi, già secretati, consente finalmente di capire la Storia non manipolata del tempo, utile anche per il futuro».

APPROFONDIMENTI:

Rivoluzione del 1956 in Ungheria

La Rivoluzione ungherese del 1956 fu una sollevazione armata di spirito anti sovietico scaturita nell'allora Ungheria socialista che durò dal 23 ottobre al 10 - 11 novembre 1956. Venne alla fine duramente repressa dall'intervento armato delle truppe sovietiche del maresciallo Ivan Stepanovič Konev. Morirono circa 2.700 Ungheresi di entrambe le parti, ovvero pro e contro la rivoluzione, e 720 soldati sovietici. La rivoluzione portò a una significativa caduta del sostegno alle idee del bolscevismo nelle nazioni occidentali.

Associazione Culturale EventidAmare. Scopi e finalità.

EventidAmare è un'associazione di promozione culturale ed enogastronomica nata nel 2010. Le finalità che si propone sono la realizzazione di eventi nazionali ed internazionali che concorrano alla valorizzazione del patrimonio ligure: arte, musica ed enogastronomia. Ha progettato e realizzato, in questi anni, eventi interculturali che hanno previsto l'incontro, lo scambio e il confronto nei settori dell'arte, della musica, dell'enogastronomia, del turismo. Quella ligure è venuta così ad "abbracciare" culture alcune volte "vicine", perché appartenenti al bacino del Mediterraneo ed altre invece lontane, grazie anche alla collaborazione dei Consolati di Francia, Perù, Tunisia, Ungheria, Uruguay, Congo, Haiti, Spagna. Altre volte, quale riconoscimento dell'attività realizzata, ha ricevuto il patrocinio morale da parte delle Ambasciate in Italia di Bolivia, Colombia, Ecuador, Portogallo, Spagna, Venezuela (con l'importante collaborazione del Museo Luzzati, Germano Beringheli, Luciano Caprile e Stefano Bigazzi (critici e storici dell'Arte), Erminio Raiteri (storico), Maria Cristina Castellani (scrittrice, mediatrice interculturale), Alessandro Bertirotti (antropologo della mente), Stefano Finauri (collezionista di cartoline antiche), l'associazione spagnola Trescucarachas, Carlo Marrale (musicista e fondatore dei Matia Bazar) e Eliano Calamaro (primo violino al Teatro Carlo Felice di Genova) per la musica, Virgilio Pronzati per l'enogastronomia internazionale e Gianpaolo Belloni-Zeffirino, ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo).

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