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Istituire una zona franca nel porto di Genova: le proposte di A.L.C.E.

Si è svolta la 71esima assemblea generale dei soci dell'Associazione Ligure Commercio Estero, tante le proposte per favorire le opportunità di crescita sul territorio

Una zona franca di servizi e trasformazioni manifatturiere nel porto genovese per incrementare lo sviluppo e l'occupazione regionale, garantendo una semplificazione legislativa e agevolazioni economiche.

È questa la proposta lanciata da A.L.C.E - Associazione Ligure Commercio Estero, durante la 71esima assemblea annuale che si è tenuta oggi nella sede della Banca d'Italia, a Genova.

Dopo l'intervento introduttivo del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, al dibattito hanno partecipato: il presidente di A.L.C.E Riccardo Braggio, il direttore interregionale delle Dogane Franco Letrari, il giurista e avvocato Victor Ukmar e Carlo Castellano, presidente onorario Esaote.

Analizzando lo scenario socio-economico, nazionale e mondiale, A.L.C.E ha individuato nella possibile istituzione di una zona franca un'opportunità per incrementare lo sviluppo della regione: «È importante - ha spiegato il presidente Braggio - rinnovare il dibattito su questa iniziativa che potrebbe, attraverso benefici sia di tipo amministrativo (semplificazione burocratica) sia fiscale (sospensione da dazi e IVA), agire da traino per lo sviluppo della Liguria ma anche del Nord Ovest, coniugando le attività del Porto con quelle produttive maggiormente capaci di creare occupazione».

Genova, dal 2014, è il secondo porto a livello nazionale avendo perso il primato, in termini di merci movimentate, in favore di quello di Trieste (zona franca): «I porti della Liguria - ha proseguito Braggio - rappresentano un'opportunità di crescita solo se si attuano piani di sviluppo per attrarre le imprese e incrementare l'occupazione. Le zone franche, negli ultimi anni, sono più che raddoppiate a livello mondiale:la troviamo, per esempio, a Barcellona, Amburgo, Liverpool. In più c'è già una legge del 1991 che stabilisce la possibilità di istituire una zona franca nel porto di Genova. La legge è in vigore e, con alcuni aggiornamenti, potrebbe essere attuabile».

Durante l'Assemblea è stato infine presentato un progetto, dedicato alla formazione, che A.L.C.E ha deciso di portare avanti dopo aver analizzato i dati, negativi, sull'internazionalizzazione delle imprese liguri. Così, per supportare le imprese sull'apertura ai mercati esteri, a ottobre partirà il primo “Corso executive di internazionalizzazione”, in collaborazione con il dipartimento di Economia dell'Università di Genova. Il corso che si rivolge a imprenditori, aspiranti imprenditori, manager e neo laureati, sarà tenuto sia da docenti universitari sia da professionisti del settore. Verranno ammessi 20 partecipanti (più 5 borse di studio per i neo laureati).

Per tutte le informazioni sulle iscrizioni e sulle modalità di partecipazione è possibile consultare la sezione dedicata sul sito www.alce-liguria.it.

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