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Picchia la compagna incinta col guinzaglio del cane, arrestato

I due si erano conosciuti la scorsa estate. Poco tempo dopo lei era rimasta incinta. Poi l'escalation di violenza fino all'ultimo episodio. La ragazza duramente provata racconta tutto al medico

La polizia ha arrestato questa mattina un giovane per i reati di sequestro di persona, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e minacce.

Il 9 gennaio la segnalazione di una ragazza davanti all'ospedale Galliera, che aveva subito lesioni dal suo convivente, dopo essere stata segregata in casa per tre giorni.

La donna, dopo aver raccontato i fatti al medico, decideva di sporgere denuncia nei confronti del convivente. La stessa asseriva che aveva conosciuto l’uomo intorno al mese di agosto presso il bar dove lavora e che dopo qualche tempo è rimasta incinta. La convivenza seppur difficile dal fatto che lui gli ha imposto la cancellazione del profilo Facebook e la cancellazione della rubrica telefonica del cellulare, nonché l’interruzione di ogni rapporto di amicizia con altri uomini.

La possessività nei confronti della donna, da parte del compagno, aveva però un’escalation durante le recenti feste natalizie trascorse fuori Genova presso i parenti dell’uomo. La donna asseriva che per futili motivi aveva litigato con il convivente e questi avrebbe iniziato a picchiarla sul volto fin all’intervento del cugino che provvedeva ad allontanarlo dalla stanza.

Visto l’aggravarsi della situazione familiare, la donna il 2 gennaio riferiva all'uomo che sarebbe andata dalla madre, portandosi via tutto il vestiario per ragionare un po’ da sola. L’uomo ha iniziato così a tempestarla di telefonate cercando di scusarsi del suo comportamento al fine di farla tornare a casa. Durante una delle ultime telefonate l’uomo le diceva che se avesse voluto vivere da sua madre, sarebbe dovuta andare a prendersi il cane, altrimenti lo avrebbe lasciato per la strada, cosa della quale sarebbe stato probabilmente capace considerato che aveva già usato violenza anche nei confronti dell’animale.

In data 6 gennaio la vittima si è recata presso l’abitazione del fidanzato per prendere il cane, ma appena entrata l’uomo chiudeva la porta d’ingresso dell’appartamento con delle mandate alla serratura, quindi toglieva le chiavi dalla toppa e si faceva consegnare il cellulare.

L'uomo iniziava a dire che sarebbe uscita dalla casa soltanto chiusa in un sacco nero e che avrebbe dovuto rimanere sempre con lui in quanto in attesa di un figlio suo. Dopo un tentativo di ricerca di aiuto la donna veniva percossa con il guinzaglio del cane e con le mani, sempre sul volto.

Alla sera seppur contro la sua volontà e per paura di subire altre percosse, sottostava ad un rapporto sessuale.

La donna riferiva di essere entrata in uno stato di malessere e di panico e il giorno 7 gennaio ha iniziato a vomitare e ad avere la febbre. Pertanto l’ 8 gennaio convinceva l’uomo ad accompagnarla in ospedale, ma giunti presso il nosocomio questi l’avvertiva che nel caso avesse raccontato qualcosa alla Polizia, prima o poi l’avrebbe ammazzata.

La donna decideva però di confidarsi prima con il medico e poi con personale di questo ufficio dal quale, ricevuta la denuncia, veniva accompagnata in struttura protetta.


Richiesta all’autorità giudiziaria idonea misura cautelare per i reati di sequestro di persona, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, minacce e maltrattamenti di animali, veniva disposta la misura della custodia cautelare in carcere che veniva eseguita nella mattinata odierna.

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