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Portofino, torna a nuotare in mare aperto la tartaruga Savona

L'animale, un esemplare di Caretta Caretta, era stato salvato da due diportisti al largo di Bergeggi e trasferito all'Acquario per le cure. A distanza di due mesi è stata liberata nel suo mare

Torna a nuotare in libertà la tartaruga marina della specie Caretta Caretta che era stata salvata lo scorso luglio al largo di Bergeggi: Savona - così è stata ribattezzata - è stata liberata in mattinata nelle acque dell’Area Marina Protetta di Portofino, dopo settimane di cure e la degenza nelle vasche dell’Acquario di Genova.

Al rilascio erano presenti, oltre agli esperti dell’Acquario, la Capitaneria di Porto e il Corpo Forestale dello Stato, che con il servizio Cites coordina a livello nazionale l’applicazione della Convenzione di Washington, che tutela le specie protette. Presente anche la presidente del Wwf, Donatella Bianchi, e la troupe del programma di Rai 1 “Linea Blu”, che alla storia di Savona dedicherà un servizio speciale.

Al momento del ritrovamento, la tartaruga misurava 50 cm di lunghezza e 40 di larghezza per 19 kg: un esemplare molto giovane, di cui ai tempi è stato impossibile stabilire il sesso con certezza. Recuperata da due due diportisti, che l’avevano avvistata in evidente difficoltà, era stata portata all’Acquario, dove era stata sottoposta a tutti gli esami e dove i veterinari le avevano diagnosticato un’infezione

Dal 2009, anno in cui è diventato referente istituzionale della Regione Liguria per il recupero e il soccorso di tartarughe marine in difficoltà, sono stati molti gli animali salvati dall’Acquario e dall’ufficio Cites della Forestale. Le cause primarie di ricoveri, solitamente, si riconducono all’ingestione di ami, palamiti e altri strumenti per la pesca che possono causare lesioni interne, di sacchetti di plastica, spesso scambiati per meduse dalle tartarughe, o di scontri con imbarcazioni a motore, che spesso possono causare traumi al carapace o alla testa. 

Prima di essere liberata tra le onde, Savona è stata marcata attraverso una targhetta che consentirà, nel caso in cui dovesse venire avvistata nuovamente, di raccogliere nuovi, preziosi dati sulle abitudini di questa specie e sui loro spostamenti.

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