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Emergenza migranti, Gabrielli in visita a Bolzaneto. Vertice per la sicurezza in Prefettura

Nel giorno in cui il capo della Polizia è arrivato in Liguria per rendere omaggio ai colleghi e ai familiari dell'agente morto a Ventimiglia durante gli scontri con i No Border, le istituzioni si sono riunite per fare il punto della situazione

Nel giorno in cui il capo della polizia, Franco Gabrielli, è arrivato in Liguria, prima a Bolzaneto e poi a Sanremo e a Imperia, per fare visita ai colleghi e ai familiari di Diego Turra, l’agente che sabato ha perso la vita a causa di un infarto durante le contestazioni dei No Borders a Ventimiglia, nel capoluogo ligure i rappresentati delle istituzioni e delle forze dell’ordine si sono incontrati in Prefettura per fare il punto sull’emergenza migranti.

Al tavolo hanno preso parte il governatore della Liguria, Giovanni Toti, l’assessore regionale alla Sicurezza, Sonia Viale, il prefetto Fiamma Spena, il vicesindaco Stefano Bernini, l’assessore comunale Emanuela Fracassi e i sindaci della Città Metropolitana, in un confronto al termine del quale il prefetto ha rinnovato l’impegno, da parte del ministero degli Interni, per fare fronte al problema, mentre i sindaci hanno espresso perplessità e difficoltà nel gestire un’ondata di arrivi destinati ad aumentare, cui né i grandi Comuni né tantomeno quelli più piccoli riescono più a fare fronte.

«Servono politiche diverse a livello nazionale, a oggi non abbiamo modo, né con le strutture né con le procedure, di rimandare a casa chi arriva in Italia senza avere fatto richiesta di asilo - ha detto il governatore Toti - E’ ovvio che sarebbe giusto accogliere tutti coloro che fuggono in cerca di una vita migliore, ma né l’Italia né Ventimiglia possono permettersi di accogliere tutti. C’è bisogno di nuovi Centri di Identificazione e di procedure di espulsione più rapide ed efficaci per impedire che Ventimiglia diventi teatro di fatti gravi, come già accaduto sabato con la morte dell’agente di polizia, sintomo e simbolo di quanto sia difficile la situazione».

E una richiesta di «ripensare completamente la politica d’ingresso non solo in Italia, ma anche in Europa», è arrivata anche dall’assessore Viale, che ha sottolineato che «è stato completamente scardinato il sistema di ingresso nel nostro paese: prima valeva il principio del permesso di soggiorno, chi arrivava in Italia era regolamentato, aveva un lavoro e una casa o comunque lo cercava; oggi è sufficiente pagare i trafficanti di essere umani e si ha diritto a rimanere nel nostro territorio, perché il sistema delle espulsioni non funzionano».

Ancora: «In Liguria non c’è più spazio - ha proseguito la Viale - I piccoli Comuni, ma anche le grandi città, non riescono più a dare accoglienza, neanche quella diffusa. Savona e Genova sono in grande sofferenza, e Comuni con mille anime, 5mila abitanti o sino ai 10mila non riescono ovviamente a fare fronte a un problema che deve essere risolto in un’altra sede, azzerando gli sbarchi».

E mentre in Prefettura istituzioni e forze dell’ordine si confrontavano su una situazione sempre più esplosiva, il capo della polizia Gabrielli faceva il suo ingresso nella caserma di Bolzaneto per una visita agli agenti del reparto Mobile di Genova, quello dove prestava servizio Diego Turra, manifestando cordoglio e solidarietà e dicendosi «vicinissimo» ai poliziotti genovesi, incontrando anche i rappresentati sindacali e confrontandosi con loro. Da Bolzaneto, Gabrielli è quindi salito in elicottero per spostarsi a Sanremo per rendere omaggio alla salma dell’agente morto e ai parenti, e poi a Ventimiglia, per partecipare a un vertice sulla sicurezza in Prefettura.

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