Mignanego, mistero sul cadavere trovato nei boschi

Si tratta di un uomo di circa 70 anni, ucciso con tutta probabilità dal fumo inalato mentre cercava di bruciare il contenuto di una valigetta

Giallo a Mignanego, nell’entroterra genovese. Il cadavere di un uomo di 74 anni, Giuseppe Gongarini, è stato trovato parzialmente carbonizzato in una radura su un sentiero che porta al Santuario di Nostra Signora della Vittoria, in località Vittoria.

L’uomo non aveva con sé documenti d’identità o altri oggetti personali, con l’unica eccezione di una valigetta completamente bruciata. A dare l’allarme sono stati alcuni escursionisti che giovedì sera hanno notato le fiamme e chiamato i vigili del fuoco: al loro arrivo, i pompieri hanno notato a poca distanza dalla valigetta il cadavere dell’uomo e hanno avvertito anche i carabinieri della compagnia di Sampierdarena, coordinati dal capitano Antonio Villano.

L’ipotesi primaria, viste anche le ustioni sul corpo e l’assenza, almeno a un esame superficiale, di segni di violenza, è che l’uomo stesse cercando di bruciare il contenuto della valigetta, forse con qualche tipo di accelerante, e che un ritorno di fiamma lo abbia investito bruciandogli prima le mani e poi il maglione. 

Il medico legale intervenuto sul posto e i rilievi scientifici sembrano dimostrare anche che a ucciderlo non siano state tanto le ustioni quanto il fumo inalato, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Da chiarire anche cosa abbia portato l’uomo, un 74enne residente nella zona, nel bosco, e cosa contenesse la valigetta: alla prima analisi sono stati rinvenuti soltanto pezzi di carta carbonizzati

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