Cronaca

Calcio e camorra, Izzo: «Mai nemmeno pensato di truccare una partita»

«Voglio solo precisare che nelle due partite di cui parlano i mass media (Modena-Avellino e Avellino- Reggina) ero infortunato e non ho neanche giocato. Ho piena fiducia nella magistratura e sono sicuro di riuscire a chiarire la mia posizione». Così Izzo

Armando Izzo con la maglia della Nazionale (foto facebook)

Non si è fatta attendere la replica del giocatore del Genoa e della Nazionale, Armando Izzo, indagato nell'ambito di un'inchiesta della Dda di Napoli, che ha portato all'arresto di 10 persone con l'accusa di avere truccato due partite di serie B.

«Ho letto dai giornali queste notizie che mi vedono coinvolto - ha scritto Izzo sulla sua pagina facebook -, in vicende a me assolutamente estranee. Sono un calciatore e non ho mai neanche pensato di truccare una partita. Voglio solo precisare che nelle due partite di cui parlano i mass media (Modena-Avellino e Avellino- Reggina) ero infortunato e non ho neanche giocato. Ho piena fiducia nella magistratura e sono sicuro di riuscire a chiarire la mia posizione».

Filippo Beatrice coordinatore Dda: «Io credo che il sistema sia un po' malato per usare un aggettivo intermedio. Credo ci voglia molto tempo per poterlo risanare». Armando Izzo è nipote di Salvatore Petriccione, boss fondatore del clan 'Vanella Grassi', considerato tra i più potenti gruppi criminali napoletani, ritenuto responsabile tra l'altro del recente attacco alla caserma dei carabinieri di Secondigliano a colpi di kalashnikov.

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