Martedì, 18 Maggio 2021
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Ilva: ancora nessuna certezza per i lavoratori in vista del 30 settembre

Due incontri si sono svolti a Roma per Ilva Cornigliano legati alla prossima scadenza dei contratti di solidarietà prevista per il 30 settembre. L'esito dei due è stato diametralmente opposto

Si sono svolti ieri a Roma gli incontri per Ilva Cornigliano legati alla prossima scadenza dei contratti di solidarietà prevista per il 30 settembre.

Il primo incontro si è svolto a Palazzo Chigi alla presenza di Graziano Delrio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e a tutti i firmatari dell'Accordo di Programma del 2005 che ha visto la chiusura dell'altoforno di Genova Cornigliano. Nella riunione sono stati definiti i termini per la modifica dell'Accordo di Programma in modo da poter garantire il reddito dei dipendenti Ilva.

Nel secondo incontro presso la sede del ministero del Lavoro, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti del ministero dell'Industria, si è entrati nel merito dell'impegno politico assunto nella precedente riunione. In questo secondo incontro però il ministero del Lavoro ha dichiarato di non poter garantire giuridicamente il meccanismo che permetterebbe ai dipendenti Ilva la continuità di reddito.

Si tratta di un fatto molto grave le cui conseguenze, come preannunciato nei giorni scorsi dalla Fiom Cgil, ricadono esclusivamente sui lavoratori Ilva che in questi anni hanno dovuto subire ammortizzatori sociali di ogni sorta e periodicamente anche l'incertezza di non vedersi garantito il posto di lavoro.

La Fiom Cgil di Genova chiede ancora una volta al Governo una definitiva assunzione di responsabilità per questa vicenda che si trascina da troppi anni. «La presenza del sottosegretario Delrio è stato un segnale importante che ha attestato come qui a Genova nel 2005 è iniziato un percorso industriale che non si è ancora concluso - afferma Bruno Manganaro, segretario generale Fiom Cgil Genova -. Risulta incredibile, a fronte di questo impegno, la resistenza del ministero del lavoro che dichiara di non poter garantire giuridicamente il percorso individuato, chiedendo tempo per verificarlo, senza peraltro tener conto che è da febbraio di quest'anno che sollecitiamo una soluzione alla vertenza».

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