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Assalti a banche e aree di servizio, banda di ladri tradita dagli abiti

In manette 7 uomini e una donna di origini romene, specializzati in furti ai danni di istituti bancari: in Liguria hanno colpito a Chiavari, Sestri Levante, Cogorno e Moneglia

“Roller Cash”: l’hanno chiamata così, gli investigatori del Nucleo Investigativo di Genova, la complessa operazione che ha portato all’arresto di una banda di cittadini romeni che si erano specializzati nelle rapine ai danni di istituti bancari e, in mancanza di meglio, di aree di servizio, prese di mira per “rientrare” delle spese sostenute nel caso in cui il colpo non fosse andato a buon fine.

I membri della banda, 8 uomini e una donna, sono tutti residenti tra Sarzana e la Versilia, dove hanno colpito diverse volte, ma non hanno esitato a spostarsi verso il centro della Liguria per allargare il raggio d’azione. L’inchiesta è partita nell’ottobre del 2017, quando una filiale della Carige di Chiavari è stata assaltata nella notte: ad agire un gruppetto di persone con i volti coperti da passamontagna e sciarpe, che si sono accaniti sulla porta con un piede di porco, si sono introdotti all’interno della banca e ne sono usciti con la piccola cassaforte solitamente posizionata sotto le postazioni degli sportellisti contenente il denaro per le operazioni quotidiane. Meno contanti rispetto al caveau, ma maggiore percentuale di riuscita del colpo, messo a segno nel giro di pochi minuti. In quel caso il bottino era stato di 4.850 euro, e i ladri si erano allontanati insieme con i due “pali” facendo perdere le loro tracce ma restando immortalati sui nastri delle telecamere di sorveglianza.

Operazione "Roller Cash", ecco come agivano i rapinatori di banche | Video

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Le indagini dei carabinieri erano partite immediatamente, anche alla luce dei furti sempre più ravvicinati: il 10 ottobre a Chiavari, il 31 ottobre alla Carige di Sestri Levante (bottino di oltre 32mila euro), il 9 e il 17 novembre due tentati furti alla Carige di Cogorno e al Banco Bpm di Pontremoli, seguiti una settimana dopo da diversi assalti ravvicinati, uno al bar tabacchi dell’area di servizio di Scarlino, in provincia di Grosseto, uno alla filiale Bpm sempre di Scarlino, e ancora un tentato furto a un’altra filiale di Rosignano Marittimo “compensato” da un colpo riuscito nell’area di servizio di Rosignano, da dove erano fuggiti con circa 400 euro di deodoranti per auto.

La svolta è arrivata a dicembre 2017, quando la banda ha preso di mira la filiale della Banca Popolare di Lodi di Moneglia: dopo essere fuggiti con un bottino di circa 27mila euro, in quattro sono stati fermati poche ore dopo dai carabinieri del Nucleo Investigativo del maggiore Paolo Sambataro e dagli uomini della compagnia di Sestri Levante a bordo di un’auto in cui avevano ancora la refurtiva. E la loro abitudine di cambiarsi d’abito dopo ogni colpo messo a segno ha giocato a loro sfavore: notando numerosi capi di vestiario, i militari hanno iniziato a scavare più a fondo in cerca degli altri membri della banda, rintracciandoli poi a gennaio

Sette persone tra i 30 e i 40 anni, compresa l’unica donna, specializzata negli aspetti “organizzativi” dei colpi, sono dunque finiti in carcere tra Marassi e Pistoia, un altro ai domiciliari. All’appello manca soltanto una persona, fuggita all’estero ma nei prossimi giorni colpita da mandato d’arresto europeo.

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