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Crollo Morandi, le proposte dei parenti delle vittime per il memoriale: «Aspettiamo giustizia»

Una decina di familiari delle 43 persone morte nel disastro del 14 agosto 2018 hanno incontrato le autorità per parlare del monumento in ricordo

Prima di tutto vogliono che sia fatta giustizia, ma il desiderio dei familiari delle 43 vittime del ponte Morandi è anche che la tragedia non venga dimenticata. E di questo si è parlato nel corso dell’incontro che si è tenuto martedì pomeriggio a Genova tra alcuni parenti di chi ha perso la vita nel crollo del 14 agosto 2018 e il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti.

Una decina i familiari che hanno partecipato all’incontro. Presente anche l’assessore comunale al Bilancio, Pietro Piciocchi, delegato ai rapporti con la struttura commissariale. I parenti hanno chiesto la realizzazione di un memoriale, che potrebbe sorgere nell'area sottostante il nuovo viadotto in costruzione, nel cosiddetto “parco del ponte”, di cui proprio in queste settimane si sta dibattendo anche in una serie di incontri pubblici e aperti alla cittadinanza cui prendono parte anche gli architetti progettisti.

Diverse le proposte avanzate per il memoriale, tra cui anche un monumento in cui posizionare foto e targhe con i nomi delle 43 persone che hanno perso la vita nel disastro del Morandi. Tra le altri idee avanzate, anche quella di dedicare le vie del nuovo parco alle vittime.

All’incontro erano presenti anche i parenti di Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, due dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti nella tragedia, che mercoledì mattina hanno partecipato a una commemorazione organizzata proprio nell’area del crollo nel corso della quale è stata deposta una corona di alloro sul ponte pedonale delle “ratelle”. 

«È davvero difficile trovare le parole per esprimere tutto il nostro dolore - ha detto l'assessore Piciocchi, presente come rappresentante del Comune - Abbiamo voluto come Amministrazione trovare un momento per testimoniare la nostra vicinanza anche a chi, come voi, viene da lontano ed è accomunato alla nostra comunità da questa tragedia. La nostra non è una vicinanza formale e momenti come questo concorrono a mantenere viva una memoria che deve essere trasformata in un monito affinché simili drammi non abbiano a ripetersi. Solo così i vostri familiari non saranno morti invano».

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