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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Via della Maddalena

Commercio, è caos sulla delibera "anti-etnico" per i negozi dei vicoli

Dubbi, da parte della giunta Bucci, sulla proposta redatta dall'assessore comunale Bordilli e dal collega allo Sviluppo Economico in Regione, Andrea Benveduti: cancellata la conferenza stampa

Sembrava ormai cosa fatta - tanto che la Regione aveva già annunciato una conferenza stampa per illustrarla - ma alla fine lo stop alla delibera "anti-etnico" per le nuove aperture nel centro storico è arrivato proprio dall'ente che l'ha proposta: il Comune. 

Nello specifico, era stata l'assessore al Commercio, Paola Bordilli, a redigere la delibera, coinvolgendo il collega in Regione, Andrea Benveduti (che ha preso il posto di Edoardo Rixi allo Sviluppo Economico) per dettare le linee guida per chi fosse intenzionato ad aprire un'attività commerciale nel centro storico: un regolamento troppo restrittivo, per il sindaco Marco Bucci e gli assessori della sua giunta, che hanno chiesto a Bordilli di rivedere il documento eliminando divieti che non convincono. Come per esempio quello di utilizzzare alimenti precotti o surgelati (con riferimento indiretto ai kebab) o prodotti non di provenienza territoriale o, in certi casi, persino a chilometro zero.

L'intenzione di Bordilli e Benveduti (entrambi di scuola leghista) è evidente: limitare l'apertura di attività commerciali "degradanti" o "etniche", e promuovere e valorizzare quelle italiane e liguri. E se da un lato il veto a phone-center, compro-oro e internet point ha trovato la giunta Bucci d'accordo, i vincoli legati in particolare al mondo della ristorazione hanno invece sollevato parecchie obiezioni: troppo scoraggianti per potenziali investitori, che potrebbero trovare poco conveniente investire in un'attività da gestire poi seguendo un rigido regolamento che impedisce, per esempio, di servire prodotti non dop o surgelati.

E così, la conferenza stampa convocata venerdì mattina dalla Regione per "la sottoscrizione dell'intesa tra Regione Liguria e Comune di Genova per l'insediamento di attività commerciali nelle zone di pregio del centro storico genovese" è stata bruscamente (e senza spiegazioni) annullata.

Regione e Comune confermano: «Approvato protocollo d'intesa». Con alcune "limature"

Nel pomeriggio, però, da Regione e Comune è arrivato l'annuncio dell'approvazione del protocollo d'intesa "per l’individuazione delle zone di particolare valore archeologico, storico, artistico, paesaggistico per l’insediamento di attività commerciali" che verrà "sottoscritto ufficialmente nei prossimi giorni tra Regione Liguria, Comune e Camera di Commercio di Genova.

L'accordo ci sarebbe, dunque, e confermerebbe alcuni divieti presenti nella proposta di delibera comunale: tra le attività economiche che non potranno insediarsi nel perimetro stabilito dalla Soprintendenza, coinvolta nel procedimento, ci sono lavanderie e distributori automatici, phone center, internet point, money transfer, sexy shop, compro oro e vendita kebab, mentre tutte le nuove attività commerciali dovranno rispettare precise regole di decoro per vetrine e infissi. Saranno inolte vietate anche le attività alimentari, artigianali e non, che prevedono l’utilizzo nella preparazione di alimenti precotti, e le attività di macelleria e polleria che vendono prodotti non di origine italiana. Non potranno aprire neanche esercizi commerciali al dettaglio e/o all’ingrosso di vendita dell’usato ad eccezione dell’abbigliamento e suoi accessori, arredamento e complementi di arredo e oggetti da collezione.

All'interno del perimetro dell'intero centro storico è stata poi definita un'ulteriore zona in cui le nuove attività potranno essere aperte solo in procedimento autorizzativi vero e proprio e non sarà sufficiente la Scia, ossia la dichiarazione di inizio attività: «Servirà a controllare maggiormente e a tutelare la qualità e il decoro dei luoghi e dell'offerta commerciale», fa sapere il Comune, con l'assessore Bordilli che ha sottolineato che «abbiamo lavorato alacremente con Regione, Camera di Commercio e Soprintendenza, e ci siamo confrontati costruttivamente con le categorie economiche. Siamo orgogliosamente il primo Comune in Liguria che mette in campo un provvedimento che va a tutelare le realtà imprenditoriali che vogliono lavorare per il territorio e per il suo decoro e vivibilità. È un segnale coraggioso e deciso in un ampio perimetro di città a difesa dell'identità dei luoghi e dello storico commercio genovese».

«Siamo certi - ha aggiunto Bordilli - che la ragionevolezza delle nostre proposte non potrà che trovare ampio consenso visto che chiunque, governo cittadino e opposizione, hanno prima di tutto a cuore l'interesse della nostra Genova. Si tratta dell’inizio di un percorso che vedrà, come spero, il suo secondo step in altre aree problematiche come il Municipio Centro Ovest».

Unico accenno ai provvedimenti contestati a Tursi, le "limature" cui fa riferimento l'assessore Benveduti: «Ringrazio la Soprintendenza per l’apporto fondamentale nella perimetrazione dell’area interessata, che abbraccerà il centro storico patrimonio Unesco e il sistema dei Rolli, e la Camera di Commercio di Genova per l’apporto fondamentale nell’individuazione dei criteri di decoro e di tipologie merceologiche che potranno insediarsi nell’area. Sono soddisfatto, inoltre, che il documento, approvato oggi anche dalla giunta comunale di Genova, dopo aver recepito alcune condivisibili limature, rispetti lo spirito con cui è stato concepito». 

Punti fermi del protocollo d'intesa, favorire lo sviluppo di una rete commerciale che punti sulla tipicità e sui marchi di qualità e che costituisca un’attrattiva dal punto di vista turistico e un presidio di sicurezza per i residenti: «Il nostro Centro storico è un’area di pregio storico e artistico a livello mondiale e come tale va valorizzato, stimolando l’insediamento di attività commerciali che siano armonizzate con il valore urbanistico - ha detto Benveduti - In questi ultimi dieci anni abbiamo assistito al proliferare di attività commerciali che poco o nulla c’entravano con il patrimonio Unesco e spesso si sono trasformate anche in una sorgente di illegalità e insicurezza per gli abitanti. Con questa intesa vogliamo favorire il commercio anche attraverso l’uso dei piani terra e il sostegno dei rapporti di vicinato, per migliorare i flussi di frequentazione del centro storico e la circolazione di turisti, cittadini e studenti». 

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