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Cronaca

Omicidio San Biagio: "Alessio non era in sé quando uccise il padre"

L'offensiva dei legali Luca Rinaldi e Andrea Guido contro la condanna a 21 anni di carcere per Alessio Scalamandrè

Alessio Scalamandrè non era in grado di intendere e di volere quando colpì suo padre a morte. 

Il ragazzo era giunto all'apice dell'esasperazione per le ripetute minacce, che duravano da anni, dell'uomo nei confronti della madre, Laura Santo. Alessio si era anche rivolto al centro antiviolenza chiedendo aiuto alla psicologa.

È questa l'offensiva dei legali del giovane, avvocati Luca Rinaldi e Andrea Guido, che chiedono il proscioglimento di Alessio nel ricorso alla corte d'appello contro la condanna a 21 anni di carcere. Per il delitto del padre Pasquale Scalamandrè, ucciso la sera del 10 agosto nell'appartamento di familia a San Biagio, è stato condannato a 14 anni anche il fratello di Alessio, Simone.

Nel ricorso da cento pagine, Rinaldi e Guido spiegano che Alessio aveva colpito il padre per legittima difesa, circostanza non riconosciuta in primo grado, e inoltre non ci sarebbe stato accanimento. Anche il pm Francesco Cardona Albini, che aveva chiesto la condanna a 22 anni per Alessio e 21 per Simone, ha presentato ricorso: il procuratore ha chiesto che per Simone venga esclusa l'attenuante del contributo della "minima importanza" nell'esecuzione del reato, che ha portato alla riduzione della pena. 

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