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Una genovese sul podio del concorso fotografico internazionale per difendere i cetacei del Mediterraneo

La genovese Gabriella Motta si è aggiudicata la "medaglia d'argento" immortalando i grampi in superficie

C'è anche una genovese sul podio del concorso fotografico “Profondo blu: balene, delfini e tartarughe in mare aperto”, legato al progetto europeo LIFE Conceptu Maris (CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability). Il concorso è promosso da Triton Research ed è rivolto alla bellezza che si può incontrare nel Mediterraneo, anche a molte miglia dalla costa.

Tris di donne sul podio: lo scatto vincitore è di una ligure, la savonese Eleonora Pignata, mentre al secondo posto c'è un'altra fotografa proveniente dalla nostra regione, la genovese Gabriella Motta che si è aggiudicata la "medaglia d'argento" con i grampi (Grampus griseus) in superficie. Questi cetacei, non facili da osservare nel Mediterraneo, sono ritratti a stretto contatto, con due individui più anziani, dal corpo più chiaro, che affiancano un giovane. Al terzo posto, Camilla Aiuti da Milano.

La cerimonia di premiazione si svolgerà durante il primo evento ufficiale del progetto Life Conceptu Maris che sarà ospitato il 13 e il 14 ottobre presso lo spazio polifunzionale delle Industrie Fluviali di Roma.

Gli effetti negativi causati dalle attività dell’uomo (attrezzi da pesca abbandonati, traffico, plastiche galleggianti) a cetacei e tartarughe marine sono sempre più evidenti e richiedono nuove strategie di conservazione. Integrando tecniche classiche a tecnologie all’avanguardia, il progetto Life Conceptu Maris(CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability) permette di raccogliere nuovi dati, soprattutto in mare aperto, sulla distribuzione di queste specie carismatiche e sulle loro preferenze ecologiche. Valutando l’impatto dei fattori di rischio, si possono cosi? identificare i siti più importanti nel Mediterraneo per la loro conservazione a lungo termine. Il progetto e? condotto inizialmente in un’ampia area del Tirreno meridionale. Le procedure sono poi replicate anche in Adriatico e Ionio orientale, nel Santuario Pelagos e nel corridoio spagnolo di migrazione dei cetacei, a Nord delle isole Baleari.

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