Distribuzione mascherine, Ilaria Cavo fa post con logo del partito. L'opposizione: «Non sono santini elettorali»

La polemica infiamma i social, le mascherine saranno distribuite da mercoledì 6 maggio tramite il canale delle farmacie

«Un milione di mascherine gratis per i residenti della Liguria» e, affianco, il logo del partito "Cambiamo con Toti". Una grafica postata sulla pagina Facebook dell'assessore regionale Ilaria Cavo fa infuriare la polemica politica in un primo maggio in quarantena. 

Alessandro Terrile del Pd: «C'è un limite alla campagna elettorale?»

«C'è un limite alla campagna elettorale? Ma c’è un limite?», tuona dalla sua pagina Facebook Alessandro Terrile che richiama alla sobrietà e al contegno politico: «In una Regione che è arrivata a quasi 1.200 vittime di Covid, e che da una settimana è in cima alla classifica italiana per aumento di positivi, c’è un limite alla campagna elettorale permanente sulla pelle dei liguri? Nella regione che fa meno tamponi di tutta Italia, in cui migliaia di persone sono costrette alla quarantena senza sapere per giorni e giorni se sono positivi oppure no, c’è un limite alla propaganda elettorale? Sembra proprio di no».

La reazione di Giovanni Lunardon del Pd: «Semplicemente schifo»

«Fare campagna elettorale strumentalizzando soldi pubblici della Protezione civile destinati alla distribuzione di mascherine ai cittadini, fa semplicemente schifo», ha attaccato il capogruppo del Pd, Giovanni Lunardon che non fa sconti: «Che in una Regione come la Liguria, che sta detenendo il triste primato del tasso di letalità (secondi solo alla Lombardia) e di mortalità (primi anche sulla Lombardia in rapporto alla popolazione), ultimi nel Nord per tamponi e primi ex equo con il Piemonte per incremento dei nuovi contagi nelle ultime due settimane, chi ci governa a livello regionale passi il tempo a farsi propaganda proprio su un tema così delicato come il covid, la dice lunga su che cosa interessi a costoro. Dei Liguri chiaramente nulla. L’unica cosa che preme loro è il proprio tornaconto elettorale». 

Gianni Pastorino, Linea Condivisa: «Valuteremo iniziative giuridiche»

Non indora la pillola nemmeno Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa e vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio regionale: «Se l'iniziativa di consegna di mascherine ai residenti liguri è finanziata con soldi pubblici, valuteremo iniziative giuridiche». Spiega: «La faccenda pone due quesiti fondamentali, perché o le mascherine sono comprate con soldi pubblici, e quindi il post dell'assessore Cavo, con simbolo politico in evidenza, è lesivo del principio di non utilizzo di contrassegni elettorali, in iniziative di carattere pubblico, oppure l'operazione è totalmente finanziata da privati, e dalla lista di cui Cavo è esponente, e allora crediamo debba esserci spiegato come mai le mascherine verranno distribuite dalle farmacie, che in tal caso si renderebbero vettori di propaganda elettorale. Riteniamo quindi debba essere fatta chiarezza, e ci attiveremo per capire se vi siano i presupposti per interventi giuridici».

La contro risposta di Ilaria Cavo: «Lasciateci lavorare e informare»

Sull'argomento è tornata, la sera del primo maggio, l'assessore Cavo, rispondendo così a tutte le accuse. «Suggerisco qui a tutta questa opposizione capace solo a usare due pesi e due misure, di occuparsi - anziché del mio Facebook personale dove vivaddio sono libera di scrivere e pubblicare quello che più mi aggrada - di occuparsi delle mascherine che il loro ministro della Salute, Roberto Speranza (peraltro dello stesso partito di Pastorino) avrebbe dovuto dare ai medici liguri e che non sono mai arrivate; dei test sierologici che sempre il loro governo avrebbe già dovuto dare alle regioni, delle locandine dei partiti della sua maggioranza che sponsorizzano misure del governo peraltro mai attuate, oppure dei piani confusi del suo governo incomprensibili pure essuno con mille grafiche e sottotitoli». Non ci sta l'assessore: «Che un partito informi cosa sta facendo una sua amministrazione è cosa non solo normale, ma utile in democrazia a farsi un giudizio. Altrimenti non si spiegherebbe come mai il Pd abbia messo il suo logo per comunicare la distribuzione delle mascherine in Toscana, dove loro governano...Avete capito bene:
mi sono presa e ci siamo presi gli insulti per una comunicazione che loro hanno fatto allo stesso modo».

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