Coronavirus, Toti in videoconferenza con Conte. Attesa per i risultati di due tamponi

I numeri aggiornati a lunedì sera parlavano di 139 persone in isolamento volontario. I test effettuati sono risultati tutti negativi tranne due ancora in fase di accertamento. In mattinata confronto tra il premier e i presidenti delle regioni

Nessun caso conclamato di coronavirus in Liguria, ma si attende ancora l’ufficialità dei due tamponi effettuati ieri e ancora in fase di analisi. Stando ai dati forniti dalla Regione, non cambiano i dati relativi a potenziali contagi in Liguria, dove sarebbero attualmente 139 le persone in isolamento volontario e sorveglianza arriva.

Il governatore ligure, Giovanni Toti, dalle prime ore di martedì è in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e i presidenti delle altre regioni italiane. Al centro del confronto, la gestione dell’emergenza coronavirus sul territorio nazionale e, stando a quanto dichiarato dallo stesso Conte lunedì a margine di una riunione in Protezione Civile, anche le ordinanze e i provvedimenti adottati dalle singole Regioni, che devono per il premier essere adottati in coordinamento con il governo centrale. 

Il riferimento è anche al governatore delle Marche, che ieri è stato “stoppato” in conferenza stampa mentre stava per annunciare l’adozione di un’ordinanza che ricalca le misure in vigore nelle aree focolaio, tra cui la chiusura delle scuole.

Conte non ha fatto esplicito riferimento alla Liguria, dove un’ordinanza di questo genere è in vigore da lunedì, ma è certo che il tema verrà affrontato in video conferenza. Lunedì sera il governatore Toti era intervenuto sulle parole di Conte, spiegando che «Leggo che il premier sarebbe pronto a ridurre il potere di intervento delle Regioni sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Senza spirito polemico, che non sarebbe appropriato al momento, rilevo che proprio dalle Regioni sono arrivati stimoli e proposte al governo nazionale per agire. Tutte le ordinanze emanate dalle Regioni del Nord sono state concordate col Ministro della Salute»

Nel caso della Liguria, ha proseguito Toti, se non fosse stata la Regione a proporre e assumere iniziative di prevenzione per garantire la sicurezza dei cittadini, oggi non sarebbe in vigore l’ordinanza che abbiamo assunto e che il Governo ha poi condiviso. Qualche risposta e qualche iniziativa è semmai mancata proprio da parte del Governo. Come Liguria stiamo pienamente collaborando col Commissario Borrelli e tutte le autorità competenti, ma non rinunceremo a proteggere i nostri concittadini, che sono certo si fidano di noi».

Coronavirus, le persone in isolamento in Liguria

Dal punto di vista degli isolamenti volontari, e cioè delle persone in quarantena perché provenienti da aree in cui si sono verificati casi, nel tardo pomeriggio di lunedì in Liguria  erano 139 i soggetti in sorveglianza attiva, divisi tra le varie Asl: 6 nel territorio della Asl 1, 32 in quella della Asl 2, 15 in quella della Asl 3 (la genovese), 25 in quella della Asl 4 e 61 in quello della Asl 5. La maggior parte, in questo ultimo caso, sono i 36 sbandieratori e i loro 8 accompagnatori che hanno partecipato al Carnevale di Codogno, Comune focolaio del virus in Italia, lo scorso 16 febbraio.

Coronavirus, l'ordinanza della Regione: tutti i provvedimenti

«Alle ore 19.20 tutte le evidenze cliniche effettuate dal servizio sanitario nazionale confermano che non ci sono casi conclamati - ha detto Toti - I casi di Montemarcello, arrivati in Liguria nel weekend dopo essere usciti dalla zona rossa, sono tutti negativi».

Coronavirus, in un giorno 5mila chiamate al 112

L’assessore alla Sanità, Sonia Viale, ha confermato l’installazione di due tende fuori dal Gaslini e dal San Martino per intercettare eventuali casi “ignari” di coronavirus, a sostegno dei presidi sanitari già attivi. Attivate anche le aziende produttrici di guanti e mascherine, in dotazione al personale sanitario, che stanno iniziando a scarseggiare in regione.

Coronavirus, supermercati assaltati e scaffali vuoti

«Abbiamo definito le modalità di accesso alle rsa, che vengono limitati soltanto a chi presta attiva assistenza, e domani incontreremo tutti gli ordini professionali», ha detto Viale. Nella sola giornata di lunedì sono state circa 5mila le chiamate arrivate al 112: «Nei prossimi giorni integreremo il servizio con altri 12 centralinisti - ha rassicurato Toti, rispondendo a chi chiedeva informazioni sulla tempestività del servizio - Il volume delle chiamate è ovviamente grande, e la risposta non deve essere solo veloce, ma anche efficace, da parte di persone adeguatamente formate».

Ordinanza coronavirus, i dettagli

In mattinata la Regione ha inoltre emanato una nota che approfondisce e chiarisce alcuni dubbi sull’ordinanza relativa al Coronavirus emessa domenica 23 febbraio.

Eventi sportivi: sono consentite le ordinarie attività sportive, sempre che non abbiano le caratteristiche della manifestazione pubblica. Sono quindi sospesi tornei, eventi e gare con presenza di pubblico. Gli impianti sportivi pubblici e privati potranno essere utilizzati a porte chiuse, cioè senza la presenza di persone che non partecipino direttamente all’attività sportiva;

-    Mercati e fiere: via libera a mercati rionali e comunali. Le fiere, poiché comportano afflusso di persone anche da località diverse da quella di svolgimento, sono sospese;

-    funzioni religiose e laiche: possono essere svolte solo con i parenti stretti;

- servizi educativi e dell’infanzia e scuole di ogni ordine e grado: si raccomanda la stretta osservanza della sospensione per quanto riguarda asili nido, scuole dell’infanzia e scuola di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, compresi i corsi universitari, di alta formazione professionale, tirocini e percorsi di istruzione e formazione professionale, salvo le attività formative svolte a distanza e quelle che riguardano le professioni sanitarie;

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- raccomandazioni ai sindaci: l’appello ai sindaci, in caso di ordinanza sindacale di “sorveglianza obbligatoria”, è quella di attenersi alle indicazioni dell’ufficio d’igiene della propria Asl e si chiede, fatta salva l’autonomia dei sindaci, di esercitare l’eventuale azione di ordinanza sindacale nel modo più omogeneo possibile con l’ordinanza regionale.

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