Coronavirus, l'ordinanza della Regione: tutti i provvedimenti

Dalla sospensione di tutte le attività didattiche all'annullamento di eventi e manifestazioni passando per le modalità di isolamento, i contenuti del documento che detta le linee guida per la gestione regionale dell'epidemia

La Liguria risponde all'emergenza coronavirus con una serie di provvedimenti varati in un'apposita ordinanza domenica 23 febbraio. Misure che comprendono, nel dettaglio, sospensione delle attività in tutte le scuole di ogni ordine e grado per una settimana, così come in accademie ed enti di formazione; sospese le lezioni in università, tutte le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi natura, i viaggi i’istruzione; chiusi al pubblico teatri, musei, biblioteche e luoghi di cultura, sospesi i concorsi pubblici. Esercizi commerciali e cinema, invece, decideranno a discrezione se tenere aperto o meno, proprio come accade nel caso di allerta rossa.

I provvedimenti, già comunicati ai 234 sindaci e ai prefetti, sono immediatamente efficaci sul territorio e lo resteranno sino a domenica 1 marzo, stabiliti da un’ordinanza varata nel pomeriggio dalla Regione per un territorio "stretto" dalle regioni in cui l'epidemia è ormai conclamata e i casi accertati continuano a salire.

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Il governatore ligure, Giovanni Toti, ha illustrato i dettagli dell’ordinanza domenica sera, dopo una giornata di lavori iniziata in mattinata con una riunione in prefettura: «Siamo la prima regione che assume questo provvedimento senza avere casi conclamati al suo interno - ha detto Toti - ma credo che sia una cosa molto utile, indispensabile, sennò non l’avremmo fatto, visto che negli altri territori il contagio sta dilagando con una velocità maggiore a quella che forse immaginavamo»,

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«Non abbiamo casi conclamati in Regione, ma un certo numero di soggetti in isolamento volontario fiduciario provenienti da aree di Lombardia, Piemonte e altre situazioni considerate a rischio. Sono in casa, monitorati dal sistema sanitario regionale - ha ribadito Toti - Non facciamo il tampone perché sarebbe poco efficace, visto che una persona può risultare negativo al tampone inizialmente e positivo in un secondo tempo. L’isolamento in osservazione resta l’unica misura efficace. Le misure disposte sono necessarie per prevenire e speriamo limitare l’arrivo del virus nella nostra Regione».

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Coronavirus, auto-denuncia obbligatoria 

Il provvedimento segue quelli già adottati nelle zone di focolaio italiano dell’epidemia, e cioè Lombardia, Veneto e Piemonte. Dal punto di vista sanitario, la Regione ha reso inoltre obbligatorio a tutti gli individui che negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Liguria dalle aree oggetto di provvedimenti restrittivi da parte delle Autorità sanitarie delle regioni di pertinenza (a oggi Lombardia, Piemonte e Veneto), dalle aree della Cina interessate dall'epidemia e dalle altre aree del mondo di conclamato contagio, di prendere contatti con il Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria territorialmente competente chiamando il 112 (e non andare dunque al Pronto soccorso o negli ambulatori medici), e che l'autorità sanitaria territorialmente competente si farà carico dei casi adottando il provvedimento di isolamento fiduciario volontario in casa con sorveglianza attiva. 

Ordinanza coronavirus, il testo integrale

Nel caso in cui le persone interessate dovessero rifiutarsi, l’autorità sanitaria potrà ricorrere a misure alternative che garantiscano la salute pubblica. Nel caso in cui qualcuno non si auto-denunci, come confermato anche da Toti, verrà penalmente denunciato perché in violazione dell’ordinanza.  

«Chi è in isolamento fiduciario deve restare tale, e i sindaci dovranno vigilare eventualmente esercitando i loro poteri - ha detto Toti - Siamo pronti ad affrontare l’emergenza che in Liguria non è ancora arrivata, e speriamo che il territorio resti per quanto possibile esente. 

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A domenica sera il numero provvisorio di pazienti in isolamento volontario è di poco più di 50 in Liguria. Si tratta di persone che provengono da aree di contagio, che si sono auto-denunciate chiedendo al 112 come comportarsi.

«In queste ore si stanno aggiungendo telefonate su telefonate ai nostri uffici di igiene, quelle di cui ora abbiamo contezza certa sono i 44 casi di Levanto, una donna di Codogno che ha una casa a Rapallo e che è a Rapallo da qualche giorno, un altro caso ad Albenga (si tratterebbe di un contatto stretto del contagiato di Torino, ndr) e un altro caso a Lerici che non è più di nostra competenza».

La donna di Codogno che ha una seconda casa a Lerici ha infatti nel frattempo fatto ritorno a Codogno, non restando quindi in isolamento volontario come richiesto.

«Le persone in isolamento volontario non possono uscire di casa, vengono visitate tre volte al giorno dal presidio medico, ricevono telefonate a casa più volte al giorno per assistenza medica - ha spiegato Toti - Si  tratta, come detto di persone che si sono “auto denunciate” e che si spera vogliano attenersi al comportamento corretto, visto che sinché le norme del decreto non verranno attuate l’isolamento resta appunto volontario». 

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Coronavirus, tampone e pre-screening

Per quanto riguarda la gestione delle singole situazioni, e di persone che manifestano sintomi che potrebbero far pensare a un possibile contagio, il messaggio concorde e ribadito più volte è quello di non andare nei pronto soccorso e negli ambulatori medici, ma di chiamare il 112, potenziato appositamente, per riferire eventuali sintomi e chiedere delucidazioni.

Alisa, in accordo con il San Martino, ha comunque deciso di allestire una tenda adiacente il pronto soccorso dell'ospedale per il pre-screening, in modo da fare un iniziale triage a tutte le persone che si presentano con sintomi respiratori dividendoli dagli altri pazienti e intercettando eventuali casi. Ci sarà inoltre una regolamentazione più stringente, definita nella giornata di lunedì, sugli accessi agli ospedali e alle rsa.

Sul test del tampone e sulla sua efficacia ha chiarito qualche dubbio il professor Filippo Ansaldo, coordinatore della task force di Alisa: «Attualmente per i contatti con i contagiati che non hanno sintomi non è previsto il tampone, sarebbe inutile: non sappiamo se e quando eventualmente è stato contagiato: è più efficace continuare l’isolamento fiduciario. Lo screening a tappeto viene attuato in territorio con quadro epidemiologico diverso, come nelle aree della Lombardia e del Veneto».

Per quanto riguarda il kit dei dispositivi di protezione individuale, l’assessore Viale ha comunicato che lunedì verrà concluso il monitoraggio  per verificare le necessità per il personale e gli addetti. E anche sui posti letto di degenza ha confermato che ci sono 150 posti nell’ambito dei reparti di Malattie infettive e camere di isolamento.

La task force formalizzata da Alisa si occuperà di svolgere l’attività di formazione e informazione al personale sanitario e provvederà al coordinamento con le azioni della medicina territoriale per effettuare il presidio del territorio e svolgere l'attività di sorveglianza sui casi sospetti, di cui sarà poi informatio il governo.

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La cabina di regia costituita e composta da Protezione civile, Alisa, dipartimento salute e servizi sociali di Regione Liguria, oltre ad ANCI e Federsanità Liguria, coordinerà tutta l’attività logistica e sanitaria richiesta e monitorerà l’esecuzione dell’ordinanza e la sua prosecuzione eventuale.

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