Elezioni Regionali, Toti insiste: «Si voti il 26 luglio»

Il presidente della Regione chiede al governo di consentire il voto a luglio, o di limitarsi quantomeno ai primi giorni di settembre

No al voto unificato a settembre per Regionali, Comunali, referendum costituzionale e suppletive di Camera e Senato: il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, interviene nuovamente sulla possibilità che il voto previsto in primavera, e congelato dall’epidemia di coronavirus, possa essere rimandato a settembre, dopo l’estate. Per la precisione tra il 13 e il 14 settembre, stando a quando anticipato dal premier Conte, data che ha provocato una spaccatura tra le forze politiche. Toti si è fatto portavoce di chi chiede elezioni anticipate.

«Le legislature hanno una fine e poi si vota. Il voto è un diritto essenziale, che non può essere rimandato, spostato, stiracchiato a piacimento. Ne va dell’essenza stessa della democrazia. La legislatura delle Regioni scade il 31 maggio e gli elettori avrebbero dovuto scegliere a ridosso di quella data da chi essere governati per i prossimi cinque anni. Il Governo ha deciso di intervenire in una materia che era di competenza delle Regioni stesse, già regolata da leggi», scrive Toti, facendo riferimento alla riapertura dell'Italia, fissata al 3 giugno: «Ora che il Paese torna a vivere e dal 3 giugno non ci sarà più nessuna restrizione, neppure alle manifestazioni, quel diritto non può assolutamente essere ulteriormente rimandato, né si può rischiare che in autunno un ritorno del Covid possa portare a un altro intollerabile rinvio».

Per il presidente della Regione, che a maggio finisce il primo mandato, «dal 3 giugno ci sarà tutto il tempo per fare campagna elettorale, dunque il mese di luglio sarebbe il mese più sicuro e più logico per andare al voto, magari l’ultima settimana. Una campagna elettorale dura 30 giorni, non tre mesi. Se poi, si ritiene che si debba andare a settembre, già fuori tempo massimo, lo si faccia all’inizio del mese. Rimandare di 4 mesi le elezioni sarebbe un furto di democrazia non giustificato dallo stato dell’epidemia, quindi una vera e propria lesione della nostra Costituzione».

 «Continuo a ritenere che il 26 luglio sarebbe una data sicura e tale da consentire una ordinata ed esaustiva campagna elettorale - ha concluso Toti - ma se si vorranno scegliere i primi 10 giorni di settembre, già data limite per l'espressione di un diritto così importante, lo si faccia e la si finisca di tirare per la giacca, a seconda delle varie convenienze, un diritto che non è nelle disponibilità di nessuno, se non degli italiani».

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