Dialetto curioso: 'miscio', storia di una parola che ha fatto il giro del mondo

Da dove deriva questo termine genovese?

C'è solo una parola in genovese che rende bene l'idea di quando si è senza soldi: "miscio".

Essere "misci" significa letteralmente essere squattrinati e non avere tanto denaro da spendere. Dunque niente da stupirsi se a Genova, alla domanda «Andiamo a mangiare fuori?» vi viene risposto «Sì, ma solo una pizza che non mi è arrivato ancora lo stipendio e sono 'miscio'».

Ma da dove arriva questa parola in dialetto, così diversa dall'italiano?

In realtà non c'è una spiegazione ufficiale o globalmente condivisa, ma l'ipotesi più accreditata vuole che la radice di questo termine possa arrivare dal latino "miscere", ovvero "mescolare", con riferimento ai vini economici e poco pregiati, quelli annacquati o comunque ottenuti mischiando diversi tipi di uva. Quell, insomma, adatti a chi non poteva permettersi di spendere troppo.

La parola comunque ha fatto il giro del mondo soprattutto con le migrazioni da Genova verso l'America Latina: basti pensare che in alcuni paesi come Argentina e Cile, per riferirsi a una persona povera, si dice "misho".

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