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Il precariato scolastico dall'occhio dello studente

Buongiorno, Siamo ragazzi che hanno appena terminato il quarto anno in un liceo genovese. Ritenendo doveroso sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica sulle problematiche che coinvolgono gli studenti e, più generalmente, l’ambiente scolastico, abbiamo pensato che fosse necessario smetterla di accettare in silenzio certe criticità e di provare quindi a dar voce al nostro malcontento. Per questo motivo abbiamo deciso di inviare una lettera ad alcuni rappresentanti dell’istruzione italiana, tra cui il Ministro Azzolina, l’Assessore Ilaria Cavo, l’Assessore comunale Francesca Fassio ed il Dott. Loris Azhar Perotti, nella quale abbiamo esposto il nostro dissenso nei confronti di un sistema che si basa solamente su burocrazia, punteggi e graduatorie, che non solo non permette a noi studenti di avere una figura di docente stabile con cui creare un rapporto di fiducia e confidenza nel corso della nostra carriera scolastica, ma che è anche poco gratificante per i professori, che non hanno la possibilità di vedere i progressi e risultati dei loro studenti. Inoltre, per espandere la nostra iniziativa, abbiamo deciso, il giorno 11 giugno 2020, di far partire una raccolta firme che punta a dimostrare che noi studenti non siamo più disposti ad assistere in silenzio ad una situazione di questo genere. Il link è questo. Se credete nella nostra causa, dateci il vostro supporto con una firma. https://chng.it/bKx5GSv8.

Allego quindi la lettera a cui facevo riferimento precedentemente: Buongiorno a tutti. Sono uno studente ed ho appena terminato la IV in un liceo genovese. Scrivo affinché qualcuno mi ascolti. Affinché qualcuno pensi anche ai ragazzi come me, spesso poco considerati in parte a causa della nostra poca intraprendenza nell'evidenziare determinate problematiche. È stato un anno particolare, surreale. Un anno che ha portato ad ognuno di noi tristezza e timore e in cui ci siamo trovati totalmente inermi di fronte ad una tragica realtà. Abbiamo “subito” in silenzio le nuove regole e ci siamo adeguati probabilmente più di tutti, consapevoli dell’emergenza che stava mettendo in difficoltà il nostro paese e l’umanità intera. In questa difficoltà, però, abbiamo avuto il sostegno dei nostri insegnanti che, anche se a distanza, ci hanno confortati, sostenuti e aiutati a rimanere il più possibile vicini alla normalità. Anche gli insegnanti precari e gli insegnanti supplenti: sì, anche loro, che conosciuti da pochi mesi, abbiamo dovuto salutare perché non saranno più a disposizione nel nostro istituto il prossimo anno. Ora che l’emergenza per fortuna sta diminuendo, ora che l’anno è finito, voglio esprimere il mio disappunto, la mia contrarietà per quella che a me sembra una mancanza di rispetto nei nostri confronti e nei confronti di questi insegnanti, che hanno messo tanto impegno nonostante la consapevolezza di un incarico in scadenza. Questo problema non è di certo una novità legata ad un contesto anomalo e difficile come quello attuale: abbiamo incontrato ogni anno insegnanti nuovi, a volte nominati ad anno scolastico inoltrato, anche per materie di indirizzo. Mi chiedo dove sia la continuità didattica e che significato abbia per Voi, che dovreste aver competenze necessarie a darmi una risposta. Mi chiedo perché la scuola resti vincolata ad un’enorme burocrazia, a punteggi e a graduatorie, a tal punto da portare in secondo piano il rapporto umano. Mi chiedo perché, dopo anni di cambiamenti frequenti, non possiamo avere almeno per il prossimo anno, considerando tutti gli interrogativi legati alla ripresa, la certezza di ritrovare i nostri insegnanti che si sono impegnati, e anche in quinta superiore dovremo abituarci ulteriormente a nuovi metodi. Ogni volta che gli insegnanti iniziano a conoscerci e noi cominciamo a capire il loro metodo, ecco che ne arriva uno nuovo: non è giusto e non dà continuità al lavoro. Non è sicuramente gratificante per gli insegnanti ed è molto dispersivo per noi ragazzi. È come se voi veniste sollevati dal vostro incarico o spostati ogni anno. Come potrebbe funzionare il vostro lavoro? Avreste l’entusiasmo necessario a pianificare un metodo, sapendo che a breve potreste essere spostati? Vorrei poter ritrovare, a settembre, indipendentemente dalla modalità che verrà scelta per il nuovo anno scolastico, i miei insegnanti che ci hanno trasmesso tanta passione nonostante i loro “giorni contati”. Invece ne troverò forse a malapena la metà… Quindi, con educazione e rispetto, chiedo almeno che questa segnalazione non cada nel vuoto e venga quantomeno letta e presa in considerazione. In attesa di un Vostro riscontro, porgo cordiali saluti. Matteo Cimmino, in proprio e in rappresentanza di: Tommaso Baricelli - Luigi Bianco Giacomo Costa Broccardi - Giovanni Devecchi Federica Diomaiuti - Filippo Fasce Jacopo Gimondo - Giacomo Mozzone Virginia Pedretti - Federico Penco Roberto Pernthaler - Pietro Sitia Martina Zurani - Francesca De Barbieri.

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