Nuovo ponte, 20 operai in isolamento dopo il primo caso confermato

Si tratta dei colleghi del dipendente della Fagioli trovato positivo dopo un controllo della temperatura in cantiere. Un altro operaio, di altra ditta, è in corso di analisi

Sono 20 in totale gli operai che lavorano al nuovo ponte per Genova attualmente a casa in isolamento: uno di loro è il primo caso positivo accertato, un dipendente della ditta Fagioli (oggi in albergo in isolamento), gli altri 49 sarebbero colleghi che hanno avuto contatti con lui negli ultimi tre giorni e che sono stati rintracciati dopo la conferma della positività e a loro volta messi in isolamento per 49 giorni.

Sono inoltre scattati accertamenti su un’altra delle maestranze impiegate in cantiere, il dipendente di una ditta che si occupa di verniciatura che ha avuto la febbre e che è sotto analisi: «Sono circa una ventina i tecnici che lavorano nel cantiere del Viadotto Polcevera che sono stati individuati come la cerchia più ristretta dei contatti avuti dall’operaio risultato ieri positivo al Corona Virus, secondo l’indagine svolta dal datore di lavoro in collaborazione con l’azienda sanitaria locale - recita la nota inviata venerìd sera dalla struttura commissariale - La Asl, al termine dei dovuti controlli, indicherà quali e quante persone comprese tra i “contatti stretti” dovranno iniziare un periodo di  quarantena, come previsto dalla legge per prevenire la diffusione di Covid-19. Gli altri addetti della stessa azienda potranno tornare a lavorare da domani. Questa mattina, nell’attesa di completare le indagini, le maestranze dell’azienda erano state tenute fuori dal cantiere in via precauzionale. Con l’occasione, nella giornata di oggi, si è intanto proceduto a una ulteriore pulizia straordinaria dell’area di cantiere, sanificando ulteriormente tutti gli spazi comuni e le cabine di guida di tutti i mezzi.

I lavori in cantiere venerdì sono stati fermati per il forte vento, ma il sindaco-commissario Marco Bucci ha ribadito la necessità e l’intenzione che i lavori procedano.

«Questo periodo è importante per portare avanti una lunga serie di lavori e cantieri viste le chiusure e meno gente in giro - ha detto giovedì sera Bucci- ovvio che c’è l’esigenza di proteggere le persone, la sicurezza delle persone è la priorità numero uno, e noi stiamo attenti, ma anche per quanto riguarda il ponte c’è l’esigenza di andare avanti. I lavori continuano, sappiamo che vogliamo far vedere al mondo che Genova è in grado di fare certe cose e che il cantiere funziona, noi vogliamo che la città sia pronta quando torneremo a correre»

Già dopo il varo della terza maxi campata, la scorsa domenica, i sindacati avevano chiesto uno stop al cantiere per ragioni di sicurezza. Dopo la conferma del primo caso positivo - arrivato nel corso della consueta diretta serale della Regione, giovedì - la richiesta è stata nuovamente ribadita.

«Sappiamo che questo cantiere è un simbolo per tutta Italia ma in questo momento va messa al primo posto la salute dei lavoratori», ha detto all'Ansa Federico Pezzoli, segretario generale della Fillea Cgil di Genova,  ribadendo che «non ci interessa se si tratterà di rinviare di un mese il taglio del nastro, diciamo da giorni che bisogna rallentare se non fermare i lavori, adesso accadrà volenti o nolenti».

«Il caso di contagio è emerso proprio perché il consorzio sta applicando in maniera esemplare le norme del protocollo ministeriale su attività produttive, lavorative e coronavirus - ha sottolineato ancora Pezzoli - infatti l'operaio è risultato febbricitante durante le misurazioni della temperatura in ingresso in cantiere. Sappiamo di un nuovo operaio con la febbre e in attesa degli esiti del tampone, potrebbe non essere covid ma la paura che il contagio possa propagarsi è giustificata».

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«Nessuno vorrebbe fermare il cantiere - concludono i sindacati - il commissario ha pieni poteri per farlo andare avanti, ma un rallentamento sarà comunque imposto dai protocolli e noi esigiamo che vengano rispettati».

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