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Nuovo ponte, i sindacati: «Opportuno considerare uno stop al cantiere»

Le organizzazioni sindacali chiedono al commissario Marco Bucci di valutare l'ipotesi di fermare i lavoro per ragioni di sicurezza nel periodo di emergenza da coronavirus

Portata in quota e sistemata la terza e ultima maxi-campata del nuovo ponte, i sindacati edili chiedono di prendere in considerazione l’ipotesi di fermare il cantiere del nuovo viadotto, anche se rientra tra le opere strategiche ed è quindi escluso dal decreto del 22 marzo che ferma tutti i cantieri e le produzioni non di prima necessità.

«Il varo della terza maxi trave è stato un successo, ma ora pensiamo che sarebbe opportuno ragionare sulla possibilità di rallentare con i lavori - ha detto Federico Pezzoli, segretario Fillea Cgil - I lavoratori non sono sereni e questo porta a rischi che vanno oltre al Covid19, quando si lavora a 40 metri d'altezza non si può essere preoccupati».

Gli fa eco Andrea Tafaria, di Filca Cisl Liguria: «Il buon senso direbbe di fermarsi, in quel cantiere lavorano molti operai non genovesi», mentre la Uil ha sottolineato che «pensiamo sia giusta una sospensione di alcuni giorni per permettere una sanificazione - ha detto Mirko Trapasso, segretario generale Feneal Uil Liguria - Dopo il passo indietro dell'azienda Cossi ci sono operai che hanno deciso di mettersi in mutua: le misure di sicurezza vengono rispettate, ma il rischio zero non esiste».

I lavori, come detto, per il momento proseguono. Per questa settimana, l’agenda di cantiere prevede l’assemblaggio delle restanti campate più piccole a terra e il montaggio dei cosiddetti “carter”, le ali laterali, su quelle già portate in quota nel cantiere di ponente.

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