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VIDEO | Nuovo ponte, primo concerto in vista dell'inaugurazione. Piano: «È un bianco vascello»

 

Si è concluso con l'esecuzione dell'Inno di Mameli il concerto ai piedi del nuovo ponte di Genova “San Giorgio”, diretto dal maestro Antonio Pappano ed eseguito dall'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Il concerto è stato promosso e organizzato da Webuild e Fincantieri, un tributo a chi ha costruito il ponte in tempo record - meno di due anni - e dunque a operai, ingegneri, tecnici di tutte le società e istituzioni che hanno partecipato alla costruzione.

Presenti al concerto, oltre all’architetto Renzo Piano, che ha firmato e donato il progetto alla città, anche l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini, il direttore generale di Fincantieri e presidente di PerGenova, Alberto Maestrini, il governatore della Liguria Giovanni Toti, il sindaco e commissario straordinario Marco Bucci, l’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, e il cardinale Angelo Bagnasco. 

Dopo i saluti iniziali, l'orchestra ha intonato uno dei brani più strazianti e emozionanti di Samuel Barber, dedicato alle 43 vittime del crollo del Morandi. A seguire la potenza dell'incipit della Quinta di Beethoven nel gesto di grande forza di Pappano. Al termine oltre un minuto di applausi per l'orchestra, straordinaria nell'esecuzione considerata l'acustica, e per il suo direttore.

«Ho tre pensieri - ha detto Bucci - il primo è per le 43 vittime e le loro famiglie. Poi penso alla città di Genova e ai suoi 600mila cittadini, che hanno sofferto la caduta del ponte. Poi penso a voi - ha detto rivolgendosi agli operai di PerGenova, Webuild e Fincantieri seduti in platea - che a questo ponte avete lavorato. Siete bravi, siete i tecnici di società che sono prime al mondo e avete lavorato col cervello e con il cuore. C'è stata la passione. Voi siete l'Italia del fare. Lo direte a tutti: "io ho fatto il ponte”». Anche Toti ha definito il ponte «non un modello, è lo spirito di Genova, la capacità di tante persone di lavorare insieme e di credere ad un obiettivo condiviso».

«È un ponte genovese? - ha aggiunto Renzo Piano - Credo di sì, è un ponte che fa bene il suo mestiere. E' un ponte urbano. Ed è figlio di una tragedia. Io ci ho messo l'idea, sono le persone che lo hanno costruito. Questo non è un ponte, è una nave, un bianco vascello. E' sobrio, semplice, forte».

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