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VIDEO | Visite agli scavi della Loggia: "Che emozione camminare sulla storia"

Le voci dei genovesi che sono entrati nel sito archeologico in piazza Banchi

Stupore, meraviglia, emozione. I fortunati visitatori del cantiere archeologico rinvenuto nella Loggia di Banchi sono rimasti senza parole di fronte a quella che può essere definita una piccola Pompei genovese. Sono state 150 le persone che si sono prenotate per gli ingressi gratuiti in programma da giovedì 17 febbraio a sabato 19 e andate sold out in pochi minuti. Genova Today  ha seguito un gruppo di genovesi che, accompagnati dagli archeologici del sito, hanno potuto ammirare i due isolati della città medievale riemersi durante i lavori di realizzazione del nuovo Museo della città. 

Gli ambienti erano stati sepolti al momento della costruzione della Loggia nel 1595, separati da vicoli e fiancheggiati da un’antica strada, corrispondente all’attuale via degli Orefici. L’eccezionalità del rinvenimento consiste nell’ottimo stato di conservazione delle strutture, sigillati al momento dell’abbandono, in particolare una bottega e un fondaco (ovvero un magazzino).

Al loro interno, sono visibili le condutture, le canalizzazioni, i pozzi e le cisterne oltre alle attrezzature per le attività commerciali e artigianali. La lettura delle stratigrafie murarie consente di valutare come il primo impianto medievale possa risalire già alla metà del XII secolo, cui seguirono successive modifiche e ristrutturazioni fin quasi al momento della demolizione alla fine del ‘500. 

Un vero tesoro custodito nella Genova sotterranea, che i cittadini hanno potuto visitare prima della ripresa dei lavori per la realizzazione del Museo della Storia della città, luogo iconico di autorappresentazione urbana, contenitore di un passato ricco di gloria e di spirito di iniziativa. Un posto dove i turisti potranno scoprire chi siamo e i genovesi riscopriranno chi eravamo”, ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura, Barbara Grosso. 

"Il bilancio delle visite mi sembra ottimo", commenta il direttore dei lavori Simon Luca Trigona. "Per noi era importante capire l'interesse da parte dei genovesi e di tutti i visitatori sulle strutture archeologiche che abbiamo rinvenuto e quale importanza potevano avere all'interno del progetto del Museo della Città. Siamo molto soddisfatti e il feedback che abbiamo avuto dalle visite guidate mi sembra una conferma delle scelte del Ministero di proseguire negli scavi di archeologia di questa area che è davvero unica all'interno di Genova".

"La preoccupazione maggiore dei visitatori è quella di voler sapere se questi ritrovamenti verranno poi resi pubblici - spiega la responsabile del cantiere Barbara Strano - la risposta è sì: verranno inseriti all'interno del Museo della città; gli architetti e i progettisti stanno lavorando in questa direzione e le varie amministrazioni sono tutte concordi nel far sì che queste strutture vengano inglobate nel percorso museale". 

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