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Anniversario crollo Morandi, voci e immagini della tragedia: «Dietro un poliziotto c'è sempre un uomo»

 

Alessandra Bucci, dirigente dell'Ufficio Prevenzione Crimine della Questura di Genova, è stata tra le prime ad attivarsi per gestire l'emergenza: i suoi uomini sono arrivati sul luogo della tragedia e hanno iniziato a scavare a mani nude, sotto la pioggia e con i piedi nell'acqua del Polcevera, per cercare di salvare i feriti. 

«La mattina di un anno fa ero in ufficio quando h ricevuto la telefonata. Inizialmente nn pensavamo certo al viadotto Polcevera, poi abbiamo capito che era davvero quello. Nell’istante in cui lo abbiamo realizzato, abbiamo realizzato anche la portata della tragedia. Ci siamo attivati immediatamente, le volanti hanno raggiunto subito il letto del Polcevera, tutto l’ufficio ha risposto immediatamente, anche chi aveva appena smontato e chi avrebbe dovuto iniziare dopo».

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Un massiccio spiegamento di forze che ha richiesto sangue freddo e determinazione: «La situazione era irreale, un disastro di una portata enorme, facce attonite, un silenzio quasi irreale. Ma dovevamo pensare a salvare chi era possibile, e a cercare di dare un’identità alle persone decedute, soprattutto per chi poi li avrebbe pianti».

I soccorsi hanno lavorato 24 ore su 24 per giorni: «I ragazzi sono stati eccezionali, hanno scavato a mani nude, si sono anche feriti, ma sono riusciti a salvare due donne e un camionista che era rimasto imprigionato nell’abitacolo. tutti sono stati eccezionali, e tutti si sono comportati come se fossero abituati a vivere una tragedia che nessun ha mai vissuto. Ed è stato difficile tirare fuori l’aspetto emotivo: il debriefing è servito a tirare fuori la nostra parte di dolore, perché dietro a un poliziotto c’è sempre un uomo».

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