Cosa significa veramente la parola "tir" e perché tutti si sbagliano?

"Tir" non indica un modello di autoarticolato: è solo l'acronimo di "Transport Internationaux Routiers" e nasce da un accordo siglato a livello internazionale a Ginevra nel 1975. Non tutti i trasportatori sono in possesso del documento "Carnet Tir"

Molto spesso, quando vediamo sfrecciare sulle autostrade genovesi e italiane autocarri, autotreni e autoarticolati, parliamo in maniera molto generica di "tir", pensando che questa parola intenda il modello, la capacità di trasporto o più semplicemente la mole di questi mezzi. Ma non è così.

La parola "tir" infatti - per quanto sia entrata ormai nel linguaggio comune per indicare proprio i veicoli sopra citati - non indica una tipologia di mezzo bensì un particolare documento di cui è dotato. "Tir" è infatti l'acronimo di "Transport Internationaux Routiers" e nasce da un accordo siglato a livello internazionale a Ginevra nel 1975.

Sul retro di molti automezzi pesanti si può vedere una adesivo rettangolare di colore azzurro con la scritta bianca "tir": ciò significa soltanto che quel veicolo è dotato del documento "Carnet Tir". Ma, grazie anche a quell'adesivo, per fare prima nell'identificare un determinato mezzo, le persone hanno iniziato a usare questa parola in modo molto generico.

Il Carnet Tir viene rilasciato al trasportatore che ne ha fatto richiesta, dopo aver dimostrato di rispondere a una serie di requisiti, e che si impegna a effettuare un regolare trasporto di merce tra due nazioni diverse che abbiano sottoscritto l'accordo Tir a livello internazionale, e che sono ancora soggette a controlli doganali (dunque nell'Unione Europea il Carnet non è più necessario). In ambito extra europeo queste autorizzazioni vengono rilasciate ai trasportatori anche in base ad accordi bilaterali tra i vari Stati.

Come detto sopra, nell'Unione Europea il Carnet Tir non serve più, poiché non vi sono più controlli doganali tra uno Stato e l'altro. Dunque il documento non è obbligatorio, ma è comunque necessario che il trasporto si adegui alle convenzioni internazionali.

Dunque formalmente è un errore chiamare "tir" un qualsivoglia autotreno, autocarro o autoarticolato. Uno sbaglio che però viene di gran lunga ormai tollerato poiché la parola "tir" ha preso spazio nel linguaggio comune per indicare un mezzo di quelle dimensioni. Tanto che ormai anche il vocabolario Treccani indica, come definizione di "tir", in primis la sigla di Transports Internationaux Routiers, ma poi specifica anche «autotreno o autoarticolato che effettua tale tipo di trasporto».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Case a Genova, la pandemia stravolge la classifica dei quartieri più cercati

  • Covid, dal 26 aprile torna la zona gialla: ristoranti aperti anche a cena e scuole tutte in presenza

  • Operata su un tavolo da cucina e curata con tisane: così è morta Roberta Repetto

  • Guido Rossa, fatta esplodere centralina del tutor

  • La dieta chetogenica firmata Bassetti-Sukkar, efficace contro il covid

  • Nelle vene di Belen Rodriguez scorre sangue ligure: le origini della showgirl

Torna su
GenovaToday è in caricamento