Scuole chiuse al sabato, cresce la protesta

Un giorno di apertura in meno alla settimana nelle superiori ridurrà per la Provincia di Genova i costi di riscaldamento, elettricità, altre utenze e servizi di pulizia degli edifici scolastici per oltre un milione di euro nel 2014/15

Un giorno di apertura in meno alla settimana nelle superiori ridurrà per la Provincia di Genova i costi di riscaldamento, elettricità, altre utenze e servizi di pulizia degli edifici scolastici per oltre un milione di euro nel 2014/15. Lo ricorda il commissario della Provincia di Genova Piero Fossati «molto amareggiato e indignato perché chi contesta, legittimamente, la nostra decisione usa però anche argomenti pretestuosi e infondati che mortificano l'impegno e la fatica di quanti in una situazione davvero critica e difficilissima, con nuovi tagli per ben 6 milioni di euro imposti dalla spending review al nostro bilancio, cercano ogni giorno soluzioni per mantenere i servizi essenziali per i cittadini».

 

Lo scorso anno, approfittando di un inverno particolarmente mite la Provincia aveva già sperimentato una riduzione delle ore di riscaldamento nei suoi edifici, scuole e uffici «ottenendo in una sola settimana un risparmio di 50 mila euro. È evidente che la settimana corta nelle superiori, con lo spegnimento al venerdì pomeriggio degli impianti che verranno riaccesi fra le 4 e le 5 del lunedì mattina, consentirà un notevole contenimento dei consumi e dei costi che i tecnici hanno quantificato in una cifra superiore al milione».

Questa misura, avverte Fossati «è assolutamente necessaria, ma da sola non sarà sufficiente e per fronteggiare i nuovi pesantissimi tagli ed evitare il dissesto dovremo ridurre le spese di altri 5 milioni, restringendo purtroppo anche la nostra possibilità di intervenire sul territorio, dalle strade alla difesa del suolo, e imponendo sacrifici anche ai dipendenti con un taglio del valore dei buoni pasto e una diversa organizzazione degli orari di lavoro».

Di fronte a una crisi finanziaria così grave «non aprire le superiori al sabato – dice Fossati - era assolutamente inevitabile per poter continuare a erogare il servizio. Per arrivare a questa decisione già adottata in altre Province, da Milano a Savona a Venezia e che sarà avviata anche a Ferrara, Cuneo e in altre località, ci siamo confrontati a lungo con i dirigenti scolastici, alcuni dei quali ci chiedevano da tempo di chiudere al sabato. Abbiamo ricevuto comprensione e adesione dai responsabili degli istituti tecnici e professionali mentre qualche perplessità e problema è stato sollevato dai dirigenti di alcuni licei. Capisco le loro difficoltà, che sono anche le nostre, quelle di insegnanti e studenti, ma confido nella comprensione di tutti per quanto si sta facendo con l'obiettivo di garantire il riscaldamento alle scuole per l'intera stagione invernale e sono convinto, anche tenendo conto della nuova programmazione ministeriale per le superiori che stabilisce un monte orario settimanale fra le 27 e le 30 ore nei licei e di 32 per gli istituti tecnici e professionali, che da qui alla riapertura di settembre ogni istituto saprà riorganizzare al meglio la propria attività, nella consapevolezza che qualche sacrificio dovremo farlo tutti».

Piero Fossati ricorda infine che «sei istituti superiori del nostro territorio, come risulta anche dai loro siti web, non facevano già più lezioni al sabato (Bergese, Gaslini/Meucci, Gastaldi/Abba, Odero, Rosselli e Vittorio Emanuele II) e altri tredici hanno articolato gli orari su cinque giorni per una parte delle classi e su sei per altre».

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