Decreto Genova, maggioranza e Pd uniti per chiedere più soldi per la città

Il Consiglio Comunale di giovedì 22 novembre ha approvato, a larga maggioranza, di 12 ordini del giorno: c'è anche la "zona arancione"

Il Decreto Genova è stato l'argomento principale del Consiglio Comunale di giovedì 22 novembre 2018 con l'approvazione, a larga maggioranza, di 12 ordini del giorno, 10 presentati dal Partito Democratico e 2 dal centrodestra. Movimento 5 Stelle e Chiamami Genova hanno votato contro il terzo, che chiedeva lo sblocco delle risorse relative al V lotto del Terzo Valico di Giovi , e il primo, riguardante la costruzione delle infrastrutture della Gronda e del Terzo Valico. Paolo Putti di Chiamami Genova, inoltre, non ha dato il suo voto a nessuno dei 12 ordini del giorno. Sintonia, infine, tra Pd e centrodestra nel chiedere un prolungamento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle aziende in difficoltà, per dare risorse anche agli abitanti della "zona arancione", coloro che vivono ai confini della zona rossa e che sicuramente vivranno i disagi relativi alle operazioni di ricostruzione. Approvate anche le richieste per la realizzazione di una galleria fonoassorbente in lungomare Canepa, per incentivare la mobilità elettrica e per la ricollocazione delle aziende a rischio nelle aree di Cornigliano. 

Decreto Genova: tutti i fondi a disposizione

Prima della presentazione e delle votazioni degli ordini del giorno ha parlato al consiglio il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci che ha di fatto confermato le risorse contenute nel Decreto e il piano operativo per partire con la demolizione entro Natale. 

«La struttura del commissario per la ricostruzione ha a disposizione quasi 5 milioni per tre anni, 330 milioni per la ricostruzione del ponte, 73 per acquistare le case degli sfollati, quasi 15 per le assunzioni nelle strutture dedicate: saranno circa 300 persone, comprendenti anche le assunzioni del Comune di Genova. Per le misure fiscali - esenzione Imu e Tasi fino al 2020 - sono stanziati circa 5 milioni; 10 per il sostegno alle imprese danneggiate per il 2018; 30 per gli operatori economici che hanno avuto gli immobili aziendali distrutti; 35 a sostegno degli operatori economici danneggiati della zona arancione; 30 per la cassa integrazione dei lavoratori, con indicata una “una tantum” sino a 15 mila per i lavoratori autonomi e co.co.co. Per il trasporto pubblico: 23,5 milioni di spesa corrente e 20 per il rinnovo del parco mezzi nel 2019, Per l’autotrasporto 20 milioni, che saranno gestiti dal commissario all’emergenza e 5 milioni al Comune di Genova per il Pums: Al porto sono destinati 30 milioni: 8 nel 2018, 15 nel 2019 e 7 nel 2020. Per le opere logistiche e il personale spedizioniere del porto, inclusi i dipendenti dell’Agenzia delle Dogane, sono attribuiti 1,5 milioni. 10 milioni di esenzioni fiscali per la zona franca urbana. Sul gettito Iva ci sono 30 milioni l’anno, ma su questo punto bisognerà riparlarne. Per l’autorità del sistema portuale, il commissario ha il potere di andare in deroga su un piano che verrà presentato entro il 15 gennaio 2019: in finanziaria ci saranno stanziati
circa 200 milioni, per 4 anni»

Decreto Genova: la "terza via" di Bucci

«Di fronte a queste cifre previste nel convertito decreto Genova come sindaco e commissario alla ricostruzione ho tre opzioni - ha dichiarato ancora Bucci - : giudicare queste misure insufficienti e iniziare una battaglia, giudicare questa cosa giusta e tirarsi su le maniche e iniziare a lavorare: pensare alla città e a ricostruire il ponte. Infine: attuare la seconda - tirarsi su le maniche e iniziare a lavorare: pensare alla città e a ricostruire il ponte - e se possibile, integrare queste risorse senza litigare ma in maniera collaborativa. Io ho scelto la terza possibilità.: mi sembra quello che deve fare un sindaco per sua città: non intendo scendere in battaglie di parte. Solo così faremo un grande servizio alla nostra città e ai nostri concittadini”».

Decreto Genova: i tempi per la ricostruzione

«Abbiamo previsto una settimana di lavoro tecnico dal 3 all’8 dicembre - ha aggiunto Bucci - per stabilire con chi faremo la procedura negoziale, poi tra il 10 e il 14 dicembre dobbiamo procedere alla firma della stipula del contratto e il 15 dicembre iniziare la demolizione dei monconi del ponte Morandi. Si tratta di un programma rigido, aggressivo e che non ammette sbavature: ma è questo che la città chiede. Ringrazio il Ministro degli Interni che, in 36 ore, ha emanato il decreto per la procedura antimafia, che ci consente un grande risparmio di tempo: lavoreremo insieme al Prefetto e alla sua struttura, che farà tutte le indagini antimafia in parallelo alle nostre procedure. Stiamo per firmare un protocollo d’intesa con l’Anac che
procederà a un controllo preventivo su tutti i nostri atti, per far sì che siano conformi alle normative vigenti.

Zona arancione, soddisfatte le associazioni 

«36 consiglieri su 36 hanno votato a favore di un ordine del giorno che mette finalmente le basi per il riconoscimento della zona interferita e per il riconoscimento di un giusto indennizzo ai suoi abitanti»: Rosanna Stifano, presidente Assoutenti Genova e Stefano Salvetti, presidente Adiconsum Liguria e del Coordinamento Ligure Consumatori Utenti, hanno commentato così la decisione all’unanimità del Consiglio Comunale che segna la svolta, dopo mesi di impegno al fianco delle centinaia di genovesi che si trovano a subire le più dirette conseguenze del crollo di Ponte Morandi senza tuttavia avere le tutele giustamente riconosciute alla “zona rossa”. «Fondamentale che tutte le forze politiche genovesi si siano espresse compattamente riconoscendo che le misure contenute nel Decreto Genova non sono sufficienti a dare risposte adeguate alle criticità che si registrano e si registreranno in città, in particolare con la demolizione e la ricostruzione del nuovo viadotto» dicono ancora Stifano e Salvetti. «Per  il riconoscimento della zona di interferenza urbana e le relative indennità, come associazioni liguri dei consumatori riteniamo comunque centrale quello che verrà deciso il 28 novembre in Consiglio Regionale circa le modifiche al PRIS: rinnoviamo il nostro appello anche in tal senso».

Anche il presidente del Comitato Abitanti al Confine della Zona Rossa, Fabrizio Belotti, ha espresso la propria soddisfazione: «Dopo questa notizia positiva desidero ringraziare tutte le forze politiche che hanno compreso la nostra situazione. Grazie anche alla gente  del quartiere che ha messo tanta forza in questa battaglia e alle associazioni dei consumatori, in particolare nelle persone di Maria Desogus, Rosanna Stifano e Stefano Salvetti. Ora speriamo nelle modifiche del PRIS: non è finita, ma almeno iniziamo a vedere la luce».

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