Emanuele Rubino, aumentano gli insulti online alle forze dell'ordine. Siap: «Siamo allo sbando»

Il sindacato condanna le offese ricevute sul web, e punta il dito contro i vertici che preferiscono il «quieto vivere istituzionale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Il paradosso dell'ultraottantenne incarcerato per gli insulti a dei Vigili Urbani genovesi non deve servire a minimizzare un fenomeno che sta diventando inaccettabile sul territorio genovese e che interessa in generale tutte le forze dell'ordine.

A Genova e nel Tigullio c'è sempre meno rispetto del ruolo professionale di chi rappresenta le istituzioni, ma l'aspetto più paradossale della questione sta nel fatto che sono proprio le istituzioni ad essere allo sbando.

Assurdo che sia stato il legislatore a depenalizzare quei reati che servivano a garantire l'immagine di chi rappresenta lo Stato e poi si arrivi a mettere in carcere una persona di 84 anni, alimentando un naturale disappunto da parte dei cittadini.

La realtà è quella che ormai è quasi normale che si possano insultare pubblici ufficiali, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, per non parlare degli incaricati a svolgere incarichi pubblici come gli autisti dell'AMT senza che vengano presi provvedimenti giudiziari efficaci.

Inaccettabile che questo avvenga perché l'ordine tacito di scuderia sia quello di tollerare per il quieto vivere istituzionale in una città considerata difficile e si propende pertanto ad alimentare il quieto vivere istituzionale, anche con l'autorità giudiziaria.

A Genova le forze dell'ordine che lavorano sul territorio devono e vogliono assumersi le loro responsabilità professionali ma nello stesso tempo non è accettabile che debbano temere di prendere i provvedimenti previsti dalla legge di fronte ad insulti ed offese pubbliche.

Mentre si continua ad abbandonare l'attività investigativa e preventiva sul territorio, si preferisce perder tempo a fermare inutilmente centinaia di persone per effettuare accertamenti statistici nel Centro Storico di Genova e non si danno indicazioni operative chiare per accompagnare negli uffici per accertamenti identificativi e successive comunicazioni alle autorità competenti nel caso di insulti e offese ricevute dagli operatori sul territorio.

Non ci si stupisca quindi se sui mezzi pubblici o nelle strade aumentano i casi che creano disagio sociale.

Quindi, oltre alla solidarietà ai vigili urbani genovesi che stanno raccogliendo ingiusti insulti sul web, il SIAP rivendica un intervento istituzionale pubblico da parte chi ha la responsabilità delle donne e gli uomini in divisa sul territorio genovese.

I vertici dovrebbero essere i primi a tutelare i propri dipendenti e non lasciarli offendere dai pochi genovesi che puntano a destabilizzarne l'immagine.

Invece, insieme all'immobilismo del Comandante dei Vigili Urbani, raccogliamo il silenzio del Questore e dei vertici degli altri corpi di polizia e carabinieri. 

Il segretario generale provinciale Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia)

Roberto Traverso

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